“Chiediamo scusa per queste ignobili e vili scritte. Rinnoviamo sentimenti di gratitudine e fratellanza a tutti i nostri ospiti”. Il manifesto campeggia tuttora sopra una frase ingiuriosa (“Bari Aids”), che imbratta di spray nero il muro di un edificio a San Foca. Come gli altri che appaiono in città e nelle Marine accanto ai graffiti contro i baresi, è firmato “I cittadini di Melendugno” e per questa iniziativa di valore civile il sindaco Vittorio Potì
ha ricevuto il “grazie” del presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna, e del sindaco di Bari Michele Emiliano. Introna aveva anticipato di voler incontrare la comunità salentina ed ha mantenuto la parola. Con il vicepresidente, Antonio Maniglio, è stato in visita ufficiale nel municipio di Melendugno, per esprimere al primo cittadino, alla Giunta ed alla cittadinanza, davanti ad un “gesto di buon senso e di coraggio”, la riconoscenza dell’Assemblea che rappresenta tutti i pugliesi. “Quello del compagno e amico Vitorio Potì è un segnale forte e chiaro: le comunità, attraverso i loro amministratori, si ribellano a queste ostentazioni d’inciviltà che non hanno senso”. “Nessuno tra noi, in Puglia, come in Italia, può essere considerato avversario o addirittura nemico – ha aggiunto il presidente del Consiglio regionale – non possono esserci forme di denigrazione così spinte, anche perché fanno male a tutta la comunità, ne offendono la civiltà oltre a deturpare l’ambiente urbano”. Un gesto esemplare la denuncia di atti vandalici e offensivi: “il presidente Introna e Michele Emiliano mi hanno ringraziato, ma è stato solo un atto dovuto di civiltà, ci sembrava un delitto lasciare senza reazione una scritta idiota”, ha spiegato il sindaco Potì. Una scelta che come prevedibile ha scatenato la vendetta dei graffitari. Contro il primo cittadino è apparsa una nuova scritta, con espressioni di autentico vilipendio. “Non l’ho fatta cancellare, a riprova della viltà di chi non sa affrontare un confronto civile e agisce di notte, perché dei cittadini, nella stragrande maggioranza, a prescindere dalla loro collocazione politica, si riconoscono in questo intervento che da una parte denuncia l’assurdità di una rivalità becera tra corregionali, dall’altra esprime sentimenti di fratellanza con i baresi, che qui sono tanti”. Al bando le offese, senza nessuna giustificazione, contro conterranei considerati peggio che nemici. Lo ha sottolineato il presidente Introna, consegnando con Maniglio un crest al sindaco Potì, lo stemma della Regione: “capisco la rivalità tra le tifoserie e comprendo anche gli sfottò, fanno parte del gioco, ma quelli simpatici, non quelli che offendono senza realizzare alcun obiettivo. Le ostilità sono controproducenti, danneggiano un processo di crescita dell’intera regione che per essere credibile deve contare sull’unità dei territori. Baresi e leccesi, va bene, ma uniti e solidali: dobbiamo costruire insieme il futuro della nostra Puglia.
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