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ven, 18 maggio 2012
anno V, numero 139



Home > Attualità > Il Vangelo di oggi 29 agosto 2010. Omelia di Padre Cesare Decio
Il Vangelo di oggi 29 agosto 2010. Omelia di Padre Cesare Decio PDF Stampa E-mail
Domenica 29 Agosto 2010 09:51
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Dal Vengelo secondo Luca (Lc 14, 25-33)

“Se non mi amate più di quanto amate vostro padre e vostra madre”
Questa affermazione provocatoria ci costringe senza mezzi termini ad una scelta: o Gesù è per davvero ciò che dice di essere o è un’opportunista impostore.
Si diceva ne medioevo: « Aut Deus aut malus homo »: Tutta l’apologetica cristiana si muove in quest’ottica qui sin dai primi anni del Cristianesimo.
 Di fronte ad una provocazione del genere, a questo punto, non si può non decidere. Insomma o costui si permette di dire queste cose perché è veramente dotato di un’autorità che sovrasta la stessa Bibbia o è un imbroglione.
Ora, tutte le scritture del Nuovo Testamento nascono dall’esigenza di questo annuncio di gioia: che Gesù è Dio, nato nella carne , morto e poi risorto per ognuno di noi.
Se però davvero è quello che dice di essere, cioè Dio, allora tutto acquisisce un significato nuovo ed Io non posso ignorarlo.
Se questo Gesù è davvero quello che dice di essere, cioè Dio, allora Gli devo dare la mia vita e la mia quotidianità, anche quella più banale. Senza compromessi. Senza scorciatoie. O sì oppure no: non ci sono le vie di mezzo che a noi piacciono tanto.
O con Lui o contro di Lui.
Tutti i giorni ed ovunque: a casa, a scuola, al lavoro. Sennò definirsi Cristiani è solo una presa in giro.

 

L'Omelia:

Per un ebreo dell’antichità il tempio era tutto. Era il luogo dove s’incontravano il divino e l’umano. Il tempio ricordava il Monte Sinai perché c’era l’arca dell’Alleanza.

E nell’arca dell’Alleanza c’erano i resti delle tavole della legge e della manna.

Il Tempio era il luogo dove , grazie a sacrifici animali, una volta all’anno si veniva dal sommo sacerdote purificati, come comunità, dai propri peccati in quanto si veniva aspersi dal sangue delle vittime.

Con Cristo che si rende presente nell’Eucaristia tutto questo è superato: Cristo sostituisce il tempio, incarna il sommo sacerdote e per di più veste anche i panni della vittima

La Messa rende sorpassato il tempio ( Io ho celebrato usando come altare un sellino di bicicletta), rimanda al Monte Sinai, contiene molto più l’arca dell’Alleanza ( Cristo stesso) e del suo contenuto e rende inutile tutti i sacrifici animali.

Li rende inutili perché c’è un solo sacrificio che conta: quello di Cristo che si realizza anche oggi ogni volta che un sacerdote dice Messa.

E ancora per farvene vedere la derivazione dal sacrificio ebraico, la Messa è un fatto comunitario, di gruppo. Perché mai ci si dà il segno della pace? Perché nel sacrificio di Cristo dovremmo già essere tutti in pace. Dovremmo già essere tutti in cielo, tutti al banchetto del cielo: (ed ecco evidentemente il nesso con il Vangelo di oggi). Ma ho usato volutamente il condizionale.

 

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