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ven, 18 maggio 2012
anno V, numero 139



Home > Attualità > Conosci veramente te stesso? Istruzioni per l’uso!
Conosci veramente te stesso? Istruzioni per l’uso! PDF Stampa E-mail
di Mariagrazia Toscano   
Lunedì 06 Settembre 2010 07:11
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Per diventare qualcuno nella vita  è fondamentale conoscersi, rendersi cioè veramente conto delle proprie possibilità, dei propri valori morali ed intellettuali ed anche delle proprie debolezze e dei propri sbagli.
Soltanto questa approfondita conoscenza ci può indicare ed illuminare il cammino da percorrere nella nostra esistenza, rivelarci qualità importanti proprie della nostra natura, che resterebbero, se sconosciute, latenti ed inoperose, rischiando poi di atrofizzarsi, del tutto, senza azione ed espressione di sorta. La scoperta del nostro io profondo rappresenta quindi, un risultato della nostra vera e propria saggezza.
Bisogna all’inizio essere leali, di quella lealtà cristallina la cui giusta luce ci guida infallibilmente nel nostro percorso di ricerca ed esplorazione, poi entra in campo  un particolare intuito che ci deve tranquillizzare  sulle possibilità d’impiego e successo che hanno o non le attitudini da noi rintracciate, scoperte e poi scatta in noi la volontà di metterci alla prova con le nostre energie ed una dose abbondante di perseveranza e fiducia in noi stessi. Così si plasma la nostra personalità.
Non è giunto a penetrare se stesso profondamente nel suo io interiore, colui il quale paragonandosi al suo prossimo, preda del proprio orgoglio, dichiara la propria superiorità ed è questo un accecamento di orgoglio, che spegne in lui quei germi di spiritualità, che domani potrebbero, crescendo, formare un patrimonio inviolabile di virtù ed umanità.
E’ una mancanza di sincerità, una forma di debolezza, una smisurata e pericolosa indulgenza nei confronti delle nostre carenze per cui, come insegna il Vangelo, siamo ben disposti a vedere la pagliuzza nell’occhio del nostro vicino e non la trave nel nostro.
Riconoscere i propri errori, la nostra inferiorità, è già un principio di grande saggezza, una dimostrazione di energia morale, infatti, ci vuole tanto coraggio per conoscere e riconoscere le nostre lacune. Ma siamo sicuri che con questo abito morale e mentale, se tra i difetti riusciremo solo a scorgere anche qualche piccola qualità, avremo la prontezza di valorizzarla e coltivarla come fa il contadino quando ha scelto una semente che subito la sparge in un fertile terreno, la difende, una volta germogliata dalle erbe cattive, procurandosi così il sospirato risultato di un buon raccolto.
Così con questa speciale coltivazione delle nostre energie, paragonandoci al vicino potremo finalmente gioire di avere qualche cosa di positivo da contrapporre ai suoi meriti e non avremo più né l’orgoglio che gonfia, né l’invidia che c’inquina lo sguardo e né la gelosia che ci rode come un tarlo il cuore. Saremo tutti una famiglia esemplare, con i propri pregi e difetti, e maggiore capacità di giudizio.
Ed ora, con questi buoni propositi, buon lavoro a tutti,  per una società migliore, perché come afferma un noto proverbio, “Chi ben comincia, è già a metà dell’opera!”.




 

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