Dopo la vittoria del 473 a.C., durante la quale la confederazione messapica aveva inflitto un pesante smacco alle colonie greche di Taranto e Reggio, seguirono alcuni decenni di relativa calma.
Tuttavia il timore di una nuova offensiva da parte della città ionica, mirante al controllo della penisola salentina, spinse il principe messapico Artas a stipulare un’alleanza con la città di Atene, impegnata nella guerra contro Siracusa, inviando anche, nel 413, alcune truppe in appoggio alle armate ateniesi. Nonostante le grandi difficoltà, dovute alle eterne rivalità fra le varie città della Messapia, Artas riuscì a conservarne l’unità strategica, cosa che gli permise di superare una nuova offensiva scatenata dalla città dei due mari che, dopo un travolgente successo iniziale, si arrestò di fronte alla strenua resistenza delle popolazioni salentine. Nel 360, però, il pericolo si ripresentò, quando l’abile stratega tarantino Archita riuscì ad insidiare la vacillante unità della confederazione, occupando gli importanti porti di Anxa (Gallipoli) e Brindisi, entrambi di vitale importanza sia da un punto di vista militare sia da quello commerciale. Dalle città occupate le armate di Taranto dilagarono verso l’interno, ostacolate da quelle messapiche. Lo schieramento delle forze autoctone prevedeva una fanteria leggera al centro in appoggio alla cavalleria pesante, disposta sulle ali, vero punto di forza del dispositivo. Tuttavia riuscì ben poco a frenare l’offensiva tarantina che, secondo il piano tattico di Archita, utilizzava le artiglierie, costituite da macchine per il lancio di grosse pietre come baliste e catapulte, contro le quali si infranse la resistenza della cavalleria messapica. Nonostante i successi militari, la Messapia ancora una volta non si piegò ma la sua unità risultò gravemente indebolita ed alcune città passarono sotto la sfera di influenza tarantina. Negli anni compresi fra il 343 ed il 338, Taranto scatenò una nuova guerra per il controllo totale della penisola salentina, chiedendo aiuto al Re di Sparta Archidamo III che, dopo un’inarrestabile avanzata venne sconfitto sotto le mura di Manduria, perdendo anche la vita. Dopo alcuni anni, la città ionica chiese aiuto al Re d’Epiro Alessandro che riuscì a sconfiggere i Messapi, assicurando a Taranto l’agognato controllo.
Cosimo Enrico Marseglia
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