Come da previsioni in tutta la Puglia hanno avuto inizio le prime operazioni della vendemmia 2010 , col taglio delle uve bianche Chardonnay, tradizionalmente le prime a giungere a maturazione. Rispetto all’anticipo dello scorso anno, si è registrato un ritorno ad un calendario più tradizionale, merito delle piogge primaverili che hanno favorito un germogliamento uniforme dei tralci e un regolare sviluppo vegetativo.
L’assessore alle Risorse Agroalimentari Dario Stefàno ha voluto anche quest’anno porgere di persona gli auguri di “buona vendemmia” agli operatori della filiera pugliese. Dopo il simbolico “taglio del nastro” nelle campagne di San Severo dell’azienda vitivinicola D’Alfonso del Sordo, impegnata nell’avvio delle operazioni di raccolta manuale delle uve chardonnay, in serata visita nei vigneti nord salentini, in occasione della vendemmia notturna organizzata dalla Cantina Cooperativa Due Palme di Cellino San Marco. Ad accompagnarlo, oltre ai presidenti delle Cantine che lo hanno ospitato, Gianfelice D’Alfonso del Sordo e Angelo Maci, il presidente di Assoenologi Puglia Leonardo Palumbo, Vito Pavone, esperto vitivinicolo dell’’Assessorato pugliese e vari esponenti del mondo vitivinicolo regionale e delle organizzazioni di categoria. “Gli auguri di buon inizio – ha dichiarato l’assessore – stanno diventando ormai una bella tradizione e, poi, portano anche bene! Le previsioni, infatti, parlano anche per il 2010 di un’annata di segno più che positivo con punte di eccellenza, sebbene la cautela sia d’obbligo, poiché il tempo delle prossime due settimane sarà determinante per la produzione nel suo complesso”. Le condizioni meteorologiche dei prossimi 15 giorni, è stato infatti ribadito nell’incontro con la stampa, se caratterizzate da tempo soleggiato ed asciutto, potrebbero migliorare ulteriormente la qualità dei vini, che si prospetta però già molto interessante. La situazione in tutta la regione, è stato sottolineato, è molto incoraggiante. Tra gli altri, un dato importante, è la previsione di un possibile aumento della produzione, che annuncia circa un 10% in più rispetto alla vendemmia 2009. Ma, ancora più importante appare la ottima previsione in termini di qualità e di destinazione alla vinificazione di qualità (+6% in Doc e Igt). Lo stato sanitario dei vigneti nel complesso è, infatti, buono perché la peronospora, comparsa comunque in forma leggera, è stata ottimamente controllata. L’accumulo glucidico, è stato sottolineato dai tecnici, attualmente risulta leggermente inferiore rispetto alla norma, a causa di un leggero aumento della produzione di uva per ettaro e alle avverse condizioni meteo della terza decade di luglio. Allo stato attuale non si assiste ad una repentina caduta del quadro acidico rispetto all’accumulo degli zuccheri, e ciò lascia prospettare l’ottenimento di vini freschi, con interessanti profili aromatici e di buona struttura. “Il 2010 - ha dichiarato l’assessore Stefàno - sarà un anno impegnativo per la Regione Puglia sul versante della riorganizzazione della vitienologia di qualità. Come Assessorato, infatti, ed in perfetta sintonia con il sistema vitivinicolo pugliese, puntiamo ad avviare definitivamente una strategia capace di ridisegnare la mappa dei vini di qualità DOC, con l’obiettivo di semplificare la mappatura ed esaltare il connubbio vitigno autoctono – territorio, vero fattore critico di successo per il definitivo decollo del comparto pugliese. L’ambizione è quella di portare nei prossimi 5 anni la vinificazione in qualità dall’attuale 30% ad un valore di almeno il 50% della produzione primaria”. “In questa direzione – ha proseguito - la Puglia oggi appare tra le regioni vitivinicole italiane con le maggiori potenzialità avendo vitigni autoctoni - Primitivo, Negroamaro e Nero di Troia in primis - dalle qualità in grado di intercettare non solo i gusti dei consumatori italiani, ma di grande appeal anche in ambito internazionale. Ed è proprio grazie alle produzioni dalle caratteristiche uniche, che le imprese potranno affrontare la concorrenza e la globalizzazione delle tipologie dei prodotti enoici sul mercato nazionale e mondiale”. L’Assessore ha poi sottolineato che con la proposizione del riconoscimento della DOC “Terra d’Otranto” e “Terra d’Otranto Negramaro” si è già raggiunto il primo importante obiettivo di aggregare le innumerevoli denominazioni esistenti nelle provincie di Brindisi – Lecce – Taranto. Un percorso voluto intelligentemente dai produttori, con la Regione che ha efficacemente coordinato tutte le iniziative messe in campo in tale direzione. “Su questa lunghezza d’onda - ha aggiunto Stefàno – stiamo promuovendo la nascita di una Denominazione di Origine regionale per il vitigno Fiano, coltivato nelle differenti aree viticole della Puglia” . Parallelamente, l’azione di valorizzazione dei rosati di Puglia, ha sottolineato l’Assessore Stefàno, iniziata già dalla scorsa vendemmia con l’organizzazione di eventi a carattere scientifico e promozionale realizzati in Puglia e al Vinitaly Verona 2010, proseguirà con il prestigioso concorso enologico a carattere nazionale “Rosati d’Italia”, che si svolgerà nel 2011 nelle aree viticole del Salento e di Castel del Monte. “Ma – aggiunge l’assessore – stiamo lavorando anche all’idea di istituire in Puglia, in collaborazione con il mondo accademico e le altre regioni a tradizione vitivinicola, comprese quelle del nord Italia dove la produzione di vini rosati è interessante, un Istituto dei vini rosati d’Italia, con l’obiettivo di meglio caratterizzare e valorizzare la produzione di questa affascinante tipologia di vino, che ha rappresentato la vera sorpresa commerciale dell’ultimo decennio”. “Nostro compito principale - ha poi concluso - è quello di esaltare le peculiarità di un sistema produttivo, questo nostro pugliese, storicamente vocato alla viticoltura ed all'’enologia, con azioni di supporto rivolte alle imprese vitivinicole al fine di migliorare le tecniche di produzione e la qualità del prodotto, ma anche con misure calibrate ad una più efficace azione di promozione e valorizzazione. L’obiettivo nel medio e lungo periodo non può che essere quello di investire sulla qualità della nostra produzione, rendendola sempre meno “imitabile” e meno esposta alle operazioni di pirateria commerciale”. |