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sab, 04 settembre 2010 02:46
anno III, numero 247
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Home > Recensioni libri e film > Rita Corradi, L’abisso ha gli occhi blu. Out of Body Experience, Edizioni progetto cultura, Roma.
Rita Corradi, L’abisso ha gli occhi blu. Out of Body Experience, Edizioni progetto cultura, Roma. PDF Stampa E-mail
di Pamela Serafino   
Mercoledì 02 Giugno 2010 11:49
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La storia che narra Rita Corradi nel suo libro non è un giallo, eppure da questo genere trae la suspence che tiene avvinghiato il lettore dall’inizio fino alla fine della narrazione. I colpi di scena, gli intrecci tra la le vite dei protagonisti, l’esperienza dei viaggi astrali, che sono un po’ il liet motiv della storia, regalano emozioni quasi inattese. E’ infatti uno scenario sempre nuovo quello che si apre nella vita dei protagonisti, che, attraverso la loro esperienza, fanno da tramite al lettore, uno scenario in continua evoluzione che incalza la vita di Melanie e Giorgio prima e di Andrea e di padre Giuseppe dopo.

Mentre Alice, la ragazza autistica figlia di Melanie e Giorgio, è la figura che fa da collante all’intreccio, il personaggio che sottende la filosofia della storia, che fa incontrare i  vari personaggi, mantenendo sempre un’aura quasi surreale, di passaggio. La psicologia dei vari personaggi ne delinea i comportamenti di fronte alle varie vicende che influenzano la loro vita, in particolare la complessa psiche di Andrea, l’uomo misteriosamente entrato in comunicazione profonda con la ragazza, Andrea, il lupo solitario, Andrea complessato e sfuggente. Vari sono i temi che fanno da sfondo al romanzo, dalla difficoltà dei genitori ad affrontare i problemi educativi di una figlia inabile, alla depressione di una persona incapace di stabilire relazioni interpersonali, alle riflessione sulla fede e al difficile rapporto tra fede ed elementi soprannaturali e poi l’amore, non quello dei romanzi rosa, ma quello folle, difficile, quasi incomprensibile che si manifesta in modo inusuale. Con una scrittura calma ed intensa l’autrice conduce il lettore in una zona d’ombra tra la realtà e il suo oltrepassamento, attraverso l’esperienza extracorporea di alcuni dei suoi protagonisti, che dapprima increduli, poi sempre più coscienti del loro ruolo, si lasciano risucchiare da quest’esperienza in una ritrovata serenità. L’arte di Alice, straordinaria e vitale, è la rappresentazione di ciò che comunemente non si riesce a percepire e con essa si confrontano, interrogandosi, tutti i protagonisti della vicenda. La sua arte, infatti, è l’espressione interiore di un mondo che la giovane non manifesta, ma vive, in tal modo questo diviene l’unico vero modo per comunicare con lei, seppure, a volte, in maniera dolorosa. Tra gli elementi naturali il mare apre e chiude le immagini della storia, facendo da eco agli stati d’animo di Melanie, in particolare, colei che sembra maggiormente attratta dal suo richiamo. Una storia avvincente quella che narra l’autrice da leggere tutta d’un fiato.  


 

 

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