|
Partiamo dal nome del vostro progetto, perché “Gardenya”?
Nico: Perché la Gardenia è la pianta che è nata e che abbiamo cresciuto accanto alla nostra sala prove per tutto questo tempo, da quando abbiamo iniziato e non sapevamo ancora chi fossimo fino ad oggi, la stiamo ancora curando, ci sono già nuovi germogli... non so se ci siamo capiti...
Un passo indietro: come sono nati i ”Gardenya”?
Marco: Dall'humus di una terra magica che è la Puglia tra la musica dei localini che rendeva fertile la terra. A parte gli scherzi, è iniziato tutto per caso, quasi per gioco, da una mia idea: volevo cercare di creare un sound nuovo e di unire le melodie italiane allo stile Brit. e al grunge “chitarroso” degli anni ‘90. A questa idea si è poi unito Nico e il progetto, per un po’, è stato solamente l'idea di due ragazzi che suonavano la chitarra in camera, scrivevano pezzi per loro stessi, quando poi a un certo punto le pareti di quella camera diventavano sempre più strette, i Gardenya si sono allargati: è arrivato Natale alla batteria, ed in fine ultimo arrivato: Antonio al basso.
Una domanda per ognuno di voi: quali sono gli artisti che vi hanno segnato, che vi hanno portato a iniziare questa strada?
Nico: Sicuramente devo ringraziare Stefano "Edda" Rampoldi dei Ritmo Tribale e poi Eddie Vedder sopra di tutti.
Natale: Credo che siamo tutti concordi nel dire che l'avvento dei Nirvana e del movimento grunge in generale hanno aperto le nostre menti soprattutto perché è avvenuto in un momento fondamentale delle nostre vite: cioè l'adolescenza.
Antonio: Per quanto mi riguarda credo che se non avessi conosciuto i Nirvana e i Black Sabbath quando avevo quattordici anni probabilmente non mi sarei avvicinato a un certo genere di musica, ma sopratutto, il disco della svolta è stato: "The Dark Side of the Moon", quando poi ascoltai: "In the court of the Crimson King" allora decisi che quella era la mia strada.
Marco: sicuramente ci sono gli Smashing Pumpkins, i Pearl Jam tra coloro che mi hanno profondamente segnato, ma John Lennon è il mio vero orientamento religioso.
Recentemente è on line il video “Come stai” estratto dal vostro album d’esordio “Disegnando pareti”, parlateci un po’ del vostro album, qual è il filo conduttore delle vostre canzoni? Come reagisce il pubblico?
Tonio: “Disegnando Pareti” è un album che alla base ha un solo filo conduttore, che è il pensiero del "ritorno di qualcuno"; abbiamo immaginato di entrare in una stanza vuota e di disegnarne le pareti per rendere la stanza più accogliente per qualcuno che è andato via e di cui aspettiamo il ritorno. "Disegnando Pareti" è anche la decima traccia del disco che recita, appunto: “Sto disegnando pareti per… farti sentire a casa”. A quanto sembra il pubblico reagisce bene, la gente riesce a capire perfettamente che tra una canzone e l'altra c'è una sorta di "filo conduttore", come dicevi tu, il fatto stesso che tu mi abbia fatto questa domanda ne è la prova, no?
Qual è la canzone che preferite suonare e quella che riscuote più successo?
Tonio: Non c'è una canzone che preferiamo suonare, ma abbiamo notato che quando suoniamo “Polvere” riusciamo a trasmettere molta più energia e chi ci ascolta se ne accorge, ricambiando con la stessa energia. Forse perché “Polvere” è stata concepita come una canzone, diciamo così: "Più live delle altre". Inoltre dal vivo c'è una parte che non abbiamo registrato nel disco.
Chi scrive i testi delle canzoni?Come nasce vostra una canzone?
Nico: I testi li scrivo principalmente io, anche se Marco spesso mi da una mano. Una canzone può nascere in mille modi, ci sono canzoni che porto già pronte in studio, che nascondo da un mio stato d'animo o da una mia personale riflessione, canzoni che poi faccio ascoltare agli altri, e questo è il caso di “Come Stai”. Ci sono canzoni che, invece, nascono partendo da un'idea che poi cerchiamo di sviluppare, è il caso di “Economia Poetica”. Mentre ci sono canzoni che nascono direttamente in saletta, da improvvisazioni, ci lasciamo andare a un "flusso di coscienza" di note e parole fino a quando queste non prendono forma da sole, è il caso di “Polvere” per esempio.
Per voi è più importante l’esibizione davanti al pubblico o il lavoro in studio sulle vostre canzoni?
Natale: Sono due facce della stessa medaglia, l'esibizione davanti al pubblico altro non è che la conseguenza del lavoro fatto in studio, diciamo che ci piace testare se ciò che abbiamo fatto in studio è valido attraverso l'esibizione live.
Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?
Natale: Continueremo a promuovere il disco, faremo sicuramente altri videoclip e, quando la gente avrà assimilato bene il disco, suoneremo tanto dal vivo in tutta Italia. Ciò non toglie che continueremo a scrivere brani nuovi... restate in ascolto. eheh
Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A voi l’ultima parola…
Marco: Grazie a voi , un saluto a tutti i lettori di Corriere Salentino.it e vi ricordo il nostro sito internet: http://www.gardenya.it/ dal quale potete accedere a tutti i nostri canali, sia facebook, che myspace, che youtube, etc. Ma se proprio ci cercate basta scrivere "Gardenya" su Google A presto ragazzi, grazie ancora dai Gardenya.
|