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dom, 05 febbraio 2012
anno V, numero 36



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Energia mediterranea: Abash…l’intervista PDF Stampa E-mail
di Rita De Carlo   
Sabato 04 Settembre 2010 08:22
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Ciao ragazzi, vogliamo ricordare brevemente ai nostri lettori chi sono e come nascono gli ”Abash”?

 

Gli Abash nascono nell'Ottobre del 1998 con una formazione a cinque con Lino Lupo alla batteria e Gabriele Ciullo alle chitarre; nella primavera successiva, dopo aver suonato casualmente a un loro concerto entro  anch’io, Luciano Treggiari,  a far parte della band con le mie percussioni, completando così il parco strumenti del gruppo. In seguito abbiamo cambiato chitarrista prendendo Daniele Stefano , e batterista prima Antonio Marra e ora Paolo Colazzo. Alle tastiere da sempre Luciano Toma, alla voce Annarita Luceri e al basso e voce (nonché autore dei brani) Maurilio Gigante.



Domanda di rito: perché “Abash”?

 

Abash deriva dall'arabo e significa giù, in basso ed è rimasto ancora nel nostro dialetto "abbasciu".



Ci raccontate qualcosa di più su di voi: Quali sono le vostre influenze musicali?

Ognuno di noi ha diverse influenze musicali anche se il comune denominatore è certamente il rock nelle sue varie sfumature dal progressive al metal. Luciano Toma viene dal conservatorio e ascolta anche un po’ di classica, Paolo Colazzo è più spostato verso i Dream Theatre, Maurilio spazia fra vari generi ( gli piacciono anche i Pooh!!! ed è quanto dire), Annarita un po’ di tutto, Daniele rock duro e metal ed io oltre al rock ascolto anche molta new age e minimalista.


Suonare insieme non basta, cosa vi unisce oltre la musica?


Sicuramente oltre alla voglia di suonare, ci unisce una grande amicizia, stima e rispetto, che sono gli ingredienti essenziali perché un gruppo possa andare avanti e creare qualcosa di vero e importante.




Quanto è importante per voi il rapporto con il pubblico?

Per noi il rapporto con il pubblico è importantissimo, vogliamo stringere un legame che vada al di là del singolo concerto, vogliamo che capiscano la nostra musica, il nostro messaggio in un periodo come questo in cui si viene bombardati da una miriade di proposte musicali, un periodo in cui la musica non si sceglie, ma la si subisce ( Amici, S. Remo, X Factor), è importante per chi fa musica propria far capire che esiste qualcosa che va oltre le facili sonorità imposte dal mercato. La musica va assaporata pian piano e interiorizzata fino a scoprirne ogni piccolo dettaglio. Basta con i soliti ritornelli che ti entrano subito in testa e ti perseguitano in continuazione; basta con i soliti ritmi reggae, ska o pizzica, sempre uguali, copiati e ricopiati, con il solo intento di fare sballare la gente. I ragazzi che in età adolescenziale, stanno formando una coscienza musicale e vengono plagiati da radio e televisioni, come faranno ad avere un loro personale gusto critico? Perché negli anni settanta erano a migliaia i giovani ai concerti dei Pink Floyd o dei Genesis o degli Emerson Lake and Palmer, e ora per trovare tanta gente si deve andare ai concerti di Gigi D’Alessio o di Eros Ramazzotti? Dove è finita la musica? Forse qualcosa non va... scusate lo sfogo…




A cosa assiste il pubblico durante un vostro concerto?

Durante un nostro, concerto il pubblico assiste a un'esplosione di energia, a una musica ricercata, profonda fatta non di facili sonanze, ma di emozioni che noi proviamo e cerchiamo di trasferire in chi ci ascolta.




Come nasce una vostra canzone?

Generalmente i nostri brani nascono nel garage dove proviamo ed è Maurilio che viene con una sua idea, abbastanza precisa che poi tutti noi alimentiamo mettendo del nostro fino ad arrivare al prodotto finale. Un cocktail di sei menti su un tema proposto e impostato da Maurilio.



Qual è la canzone che vi rappresenta?E quella che riscuote più successo?


Forse il brano che più ci rappresenta è "Salentu e Africa", titolo del nostro primo lavoro ed anche il primo pezzo scritto da Maurilio nel 1998. Il brano che riscuote più successo è forse "La taranta", che non è pizzica, come il titolo potrebbe far sembrare, ma una nostra interpretazione in chiave rock del fenomeno "Salento".


Come procede la vostra attività live?

Noi non facciamo molte date, visto anche il genere che ci caratterizza, ma sempre di grande qualità. Dopo lo strepitoso successo della presentazione del nuovo cd "Madri senza terra" per l'etichetta Immaginifica by Aereostella di Franz di Cioccio e Iaia De Capitani a Febbraio nel Teatro Paisiello a Lecce, abbiamo suonato il 22 Agosto a Reggio calabria in uno scenario stupendo, il 25 Agosto in Piazza S. Oronzo a Lecce e ora faremo il Festival dello stretto sempre a Reggio Calabria e il 6 Novembre saremo a Roma per un festival internazionale di rock progressive insieme con artisti del calibro dei Jetro Tull, King Crimson, PFM, Banco e tanti altri.

Progetti per il futuro?

Per il futuro stiamo già lavorando su nuovi brani e altri progetti con la nostra agenzia D&D che speriamo si concretizzino a breve.



Volete aggiungere qualcos’altro per i vostri fan?

Agli amici che ci seguono, chiedo di essere sempre presenti con le loro mail e farci sentire il loro calore perché è quello che ci da la forza di continuare a credere in questo sogno chiamato “Abash"

http://www.abash.it/





 

Bombetta

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