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mer, 08 febbraio 2012
anno V, numero 39



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“Morsi e Rimorsi”: I morsi della terra e i rimorsi del cielo. PDF Stampa E-mail
Mercoledì 14 Luglio 2010 18:38
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Sino al 29 agosto (dalle 18.00 alle 23.00 – ingresso gratuito) presso lo Spazio D'Enghien a Galatina (Le) è allestita "Morsi e rimorsi. I morsi della terra e i rimorsi del cielo", una mostra di Valentina D'Andrea a cura di Ed Testa. Un'esplorazione conoscitiva che significa consegnare e trasmettere un pezzo di storia della terra dove finisce la terra, il Salento. Un viaggio nella tradizione, che non
diventa mai prigione o rievocazione difensiva dell'identità ma desiderio di ridefinirsi, di svelare un rimando discorsivo tra storia e mito, tra passato e quotidianità.
Morsi e rimorsi ricostruisce luoghi, suoni e protagonisti dell'ormai celebre rituale di cura dal morso della tarantola, che solo un esorcismo musicale, coreutico e cromatico di musica, danza e colori poteva guarire.

Morsi e rimorsi racconta di quelle tante donne la cui vita di fatica, segregazione e avvilimento trovava una via d'uscita in un morso doloroso ma salvifico, inquietante ma compensativo di tante dolorose microfratture. Quel morso che sospendeva la quotidianità, il tedio, lo sconforto, che
significava una fuga in un "non luogo", di trans, ecstasy, estraniazione viene raccontato con eclettismo e audacia.

Morsi e rimorsi è anche la figura di San Paolo che, un giorno, durante le sue predicazioni in Giudea, fu circondato da serpenti raccolti dai giudei per intimidirlo e per costringerlo a non far sentire la voce di Gesù. Quel San Paolo che, con un segno di croce, fece scappare i pericolosi animali è tra i protagonisti indiscussi del tarantismo perché le donne "pizzicate" dal ragno velenoso venivano condotte nella cappella a Lui dedicata, proprio a Galatina, bevevano l'acqua sacra del pozzo adiacente e ripetevano un breve rito coreutico.

L'artista ricorre ai nuovi linguaggi della comunicazione, ai suoi nuovi mezzi, ai suoi versatili supporti. La loro contaminazione consente di raccontare in maniera autentica e al tempo stesso innovativa un fenomeno eccentrico e multiverso come il Tarantismo, con una particolare attenzione alle donne. Alla loro necessità interiore di trovare pace, di essere custodi della vita e della morte, di

sopravvivere, con ostinazione e orgoglio, ai traumi e ai dolori, piccoli e grandi, che la vita riserva. La mostra interroga sulle declinazioni del tarantismo nella donna del ventunesimo secolo facendo convivere, senza distonie, riti sacri e profani, contemporanei e arcaici. Miti, superstizioni, leggende, tradizione orale e scritta,  con una lente che guarda al Salento, alla sua storia, alla sua cultura e alla sua anima.

Morsi e rimorsi è un work in progress, un flusso di creatività che non si ferma in un'opera cristallizzata, nel tempo e nello spazio, ma si apre per tutta l'estate a eventi e a nuove produzioni artistiche.

La mostra è a cura di Ed Testa, progettista di comunicazione visiva. Nato e vissuto in Canada, dove si è laureato in marketing, sei anni fa decide di trasferirsi in Italia per approfondire gli aspetti della sua professione maggiormente legati al design e all'arte, laureandosi a Urbino in design della comunicazione. Attualmente vive e lavora in Puglia. "Morsi e rimorsi" è la sua quarta collaborazione con l'artista salentina Valentina D'Andrea.

Valentina D'Andrea, scenografa ed illustratrice. Inventa nel 1999 "Officina di Fantadesign", uno spazio che si occupa di moda, arte e design, le cui collezioni sono costituite da prodotti realizzati esclusivamente a mano: pezzi unici e preziosi capaci di esprimere creatività e ricerca. Produce una serie di accessori per una quotidianità poetica. La produzione comprende grandi fogli di tessuto per abbracciare e dividere lo spazio, tende negozi vagabondi, borse e borsette in tessuti e cordami a forma d'acqua tonda, non abiti ma oggetti in forma di abiti divertenti come metafore, lanterne con all'interno la luce vitamina, ciotole per abbracciare la frutta onesta profonde come secchi di zinco,
tappeti come isole per incontrare se stessi, sopratavola di stoffa in carnagioni mediterranee, la lampada dei desideri in azzurro, bianco, arancio, dove si danno appuntamento le fate, mobili in cartone americano. A Milano ha prodotto per Fiorucci megastore una serie di accessori metropolitani, dal 1997 produce per High-te ch megastore una linea di accessori moda design. Nei 1999 collabora con l'azienda "Disegni" per lo styling di mobili e culle in cartone americano. Nel 2004 collabora con l'azienda Prochownick, per la linea donna di Isaseta, come stilista e creativa. Dal 1999 progetta e realizza oggetti artigianali per la casa e monili magici in terracotta
Lo Spazio d'Enghien, Spazio di arte, cultura contemporanea, in via d'Enghien 67 a Galatina, ospiterà la mostra da domenica 27 giugno per tutta l'estate, fino al 29 agosto.

 

 

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