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dom, 05 febbraio 2012
anno V, numero 36



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Mondiali di calcio e folcklore PDF Stampa E-mail
di Tiziana Conte Pedagogista   
Martedì 29 Giugno 2010 18:24
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SESTO MESE DELL’Anno 2010 D.C.
In questo modo potrebbe iniziare il racconto di un romanzo d’ispirazione Epica, ma noi ci limiteremo a parlare semplicemente di un fenomeno di costume creatosi all’interno dell’evento sportivo più importante  e atteso del globo,i tanto attesi e sofferti “MONDIALI DI CALCIO  FIFA 2010”. Potremmo qui soffermarci a disquisire sulla formazione della Nazionale di calcio Italiana,sulle scelte tecniche del nostro allenatore,sui  rapporti formali e sostanziali degli atleti delle varie squadre perdendoci probabilmente nella notte dei tempi,ma in questo momento,quello che mi ispira più di ogni altra cosa e’soffermarmi su un aspetto all’apparenza banale dei”Padroni di casa” e della loro capacità di esprimere quello che per ogni tifoso rappresenta la massima espressione della gioia,della rabbia,del suggerimento,del rancore e dello sfogo verbale espresso ai bordi di un terreno di gioco e cioè IL TIFO!
Noi,come squadra occidentale siamo stati da sempre abituati ad un tifo sicuramente fragoroso,colorato e spesso accompagnato da bandiere trombette e tamburi ma quello che si e’ verificato sugli spalti degli Stati Africani e’ un fenomeno che va’ molto oltre del semplice tifo.
L’Africa,da sempre terra di conquista e campo di grandi battaglie efferate e strazianti a carico principalmente dei  colonizzatori  Inglesi e Francesi, dopo secoli di sfruttamento e violenze di ogni genere, ha trovato il suo modo pacifico di ribellarsi,di sfogarsi  e di urlare  a viva voce,anzi a gran fiato”CI SIAMO ANCHE NOI” tanto da perforare i timpani di mezzo mondo con uno strumento a fiato di loro invenzione che si chiama “Vuvuzela”,a mio parere il vero vincitore di questi mondiali di calcio….Questa specie di tromba monotonale di plastica lunga 63 centimetri,dai colori sgargianti e dal peso di poche decine di grammi e’capace di emettere un suono di 120Db.La forza di circa 80000 vuvuzelas soffiate nello stesso stadio contemporaneamente hanno fatto parlare degli Africani al mondo intero che anche se tra pochi giorni dimenticherà  di questo grande evento sportivo che porterà con sé gioie e tristezze,sono certo che non dimenticherà di chi per 20 giorni ha lanciato un urlo incessante di gioia e di aiuto grazie al sostegno di un piccolo strumento di plastica dal valore di pochi spiccioli ma con tanto fiato e tanta vera umanità!

 

Bombetta

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