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mer, 08 febbraio 2012
anno V, numero 39



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Anche i palinsesti tv vanno in ferie! Ma…… PDF Stampa E-mail
di Tiziana Conte, Pedagogista   
Sabato 21 Agosto 2010 09:33
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Vignetta Massimo DonateoIl tema di questo mese, potrebbe sembrare una chiacchiera  sotto l’ombrellone o davanti un bel caffè, ma al di là dell’ovvietà dell’espressione: “ d’estate in tv non fanno nulla……” credo che si nasconda da parte delle direzioni televisive una grave mancanza e superficialità, diretta verso tutte quelle persone, giovani e meno giovani che fanno del mezzo televisivo non uno strumento di divagazione e informazione, ma un compagno di vita a supporto delle più svariate solitudini e malinconie.
D’estate quando le città si spopolano, i negozi lasciano avvisi di chiusura per ferie, le associazioni di volontariato riducono la loro attività alle sole ore della mattina, le ludoteche e biblioteche chiudono le porte; per molti anziani, bambini, diversamente abili e adulti , che non possono permettersi la vacanza al mare o in montagna, la TV diventa l’unico amico per far trascorrere il tempo, che sembra fermarsi devastato dalla noia e dall’apatia, eppure facendo zapping con il telecomando si può verificare la presenza  di repliche di fiction, che durante l’inverno hanno accompagnato le uggiose e fredde serate ( magari delle stesse persone che oggi sono rimaste in salotto davanti allo schermo), vecchi films, che se pur sempre belli si ripropongono di stagione in stagione sempre uguali.
Se la TV ritiene di essere un servizio sociale dovrebbe dimostrare maggiore sensibilità e rispetto verso tutti coloro (e non sono pochi), che rimangono in casa, proponendo programmi nuovi e di svariato genere considerando il valore della comunicazione e dell’intrattenimento, non a semplice scopo di lucro e di auditel, ma come strumento costante e non stagionale di condivisione di informazioni, animazione, sostegno, perché tutti i cittadini hanno gli stessi diritti e degni di ugual rispetto. Non è eticamente corretto privilegiare una fetta della società a discapito di tutti coloro, che più deboli sfortunati rimangono in casa, in una società civile, dove la comunicazione è veicolo di relazioni e crescita dove si parla e si opera per il welfare anche i mezzi di comunicazione tradizionale e in particolare i palinsesti televisivi dovrebbero dimostrare maggiore rispetto e tutela del cittadino!

 

Bombetta

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