E’ vero. Dobbiamo fare presto, ma, soprattutto, dobbiamo fare bene! Il tema del radicamento del PD non può essere banalizzato. Ha bisogno di essere affrontato, invece, con la necessaria serietà e, persino, con crudezza. Perché crudezza? Perché siamo all’indomani di dure sconfitte e ciò che ci sta di fronte è una stagione di decisioni impegnative per il partito salentino.
Penso soprattutto a ciò che sarà necessario fare a Lecce città, dove tra meno di due anni si dovrà rinnovare il Consiglio comunale. Penso, ancora, al fatto che il nostro partito, in questi anni, ha perduto una serie significativa di postazioni di governo nei grandi comuni di questa provincia. Penso alla crisi politica di Nardò e alle persistenti difficoltà che incontriamo a Casarano.
Insomma, il compito del gruppo dirigente che eleggeremo nella prossima assemblea del PD sarà gravoso e, proprio per questo, nessuno può pensare di limitarsi a qualche aggiustamento di facciata e di non affrontare, invece, la questione di fondo che ci sta dinnanzi: quella di irrobustire il partito, governandone il processo di rinnovamento, perché da lì dipenderà la nostra funzione di governo, la qualità della classe dirigente, l’efficacia della nostra azione amministrativa nell’insieme degli enti locali.
Ed in quest’ottica saremo chiamati a dargli un profilo riformista via via più esplicito. Ciò significa affinare la nostra capacità di scelta. Vuol dire non inseguire tutto ciò che si muove. Insomma, non far prevalere la tattica sulla prospettiva di fondo.
Ecco perché un partito come il nostro, che ha l’ambizione del governo, deve preparare con cura la propria classe dirigente e selezionarne le donne e gli uomini in uno spirito di competizione virtuosa sulla capacità dei singoli di interpretare con coerenza le idealità, le ragioni fondative, la missione ed il moderno profilo riformista del PD.
Per questo, dobbiamo sapere che la falsa partenza che ha caratterizzato la vicenda del PD va messa alle nostre spalle. Il rinnovamento non è un fenomeno meramente anagrafico o da realizzare in modo giacobino, tagliando nelle carni vive delle nostre forze. E, così, vanno superati approssimazione e casualità che, talvolta, hanno prodotto l’affermarsi di forze non mature al governo del partito e degli enti locali.
Va bene, dunque, la sollecitazione di Cosimo Durante e, certamente, Salvatore Capone saprà farsene interprete! Bisogna sicuramente fare presto, ma altrettanto sicuramente bisogna fare bene! |