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mer, 08 febbraio 2012
anno V, numero 39



Home > Politica > Zullo e Congedo: “Aborti e obiezione. Furore ideologico di Vendola”
Zullo e Congedo: “Aborti e obiezione. Furore ideologico di Vendola” PDF Stampa E-mail
Mercoledì 08 Settembre 2010 11:30
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“Non ce n’era bisogno, almeno per chi segue con obiettività e fuori da ogni condizionamento ideologico, ma la relazione ministeriale del 6 agosto 2010 sullo stato di attuazione della legge 194/78 sulla ‘Tutela sociale della maternità e l’interruzione volontaria di gravidanza’, rende conto di come il voler attribuire l’aborto alla presenza di medici obiettori di coscienza nei consultori familiari, che peraltro in Puglia sono in misura minimale, come hanno fatto Vendola e Fiore è solo frutto di condizionamento ideologico pro-aborto e contro la vita." Lo dichiarano in una nota congiunta i consiglieri regionali PdL Ignazio Zullo e Saverio Congedo. "La Puglia continua a mostrare tassi di abortività elevati fra le teenagers, (8.2 contro una media nazionale di 7.2 ed una di 6.1 per l’Italia meridionale) ed in Puglia persiste lo ‘zoccolo duro’ degli aborti reiterati: in Puglia, il 20.1% delle IVG viene compiuta su donne che erano già ricorse ad essa una volta, l’8.5% 2 volte, il 2.7% 3 volte.
Come rilevato dalla relazione ministeriale, ‘la tendenza, nel tempo, alla diminuzione dei tempi di attesa tra il rilascio della certificazione e l’intervento, e il contemporaneo aumento della percentuale di personale obiettore, sembrano indicare che il livello dell’obiezione di coscienza non ha una diretta incidenza nel ricorso all’IVG.”
Ancora una volta Vendola e Fiore hanno perso una buona occasione per ‘fare bella figura’ come amministratori responsabili capaci di confrontarsi anche con chi, come noi, è portatore di un’idea e di esperienze diverse. Se avessero prestato più ascolto e si fossero misurati in un confronto serio e leale, avrebbero compreso che non si può procedere ad una riorganizzazione della rete dei consultori partendo da presupposti erronei e da spinte ideologiche estreme.
Avrebbero compreso che è opportuno nella nostra Regione realizzare consultori capaci di offrire un servizio poliedrico, tale da garantire, accanto a prestazioni sanitarie, anche apporti psicologici, sociali e di servizi in rete in grado di sostenere la donna da più punti di vista al fine di ridurre il tasso di abortività che, comunque, resta elevato”

 

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