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Mercoledì 08 Settembre 2010 12:37 |
“In via Capruzzi la situazione è grave, ma non seria. Si vive un periodo paradossale dal momento che il presidente Vendola ha pensato bene di rincorrere il sogno di una candidatura a Palazzo Chigi. Per carità, i sogni sono sempre una bella cosa da seguire a da rincorrere, ma a tutto c’è un limite, un limite
che Vendola sembra proprio non vedere e che lo porta a lanciare il guanto di sfida nientedimeno che a Silvio Berlusconi. Fino a quando qualcuno non gli spiegherà che per governare l’Italia bisogna dimostrare doti di sapiente amministratore che, per il momento, il governatore non ha manifestato, è difficile poter chiedere la fiducia di un Paese importante come l’Italia. Ma la situazione risulta essere ancora più complicata proprio perché questo sogno che Vendola da solo si è messo ad inseguire, lo allontana ancora di più dai problemi della Puglia e dei pugliesi. È difficile confrontarsi con una Giunta che non ha più una sua guida, che brancola nel buio. Di fronte ai tanti problemi del territorio c’è solo e soltanto pressappochismo e vanità. Non si riesce a incidere sulle tematiche che stanno a cuore ai cittadini. Un giorno sì e l’altro pure, gli unici comunicati che provengono dal governatore di Puglia non riguardano la vita quotidiana della nostra gente, ma la chimera di un sogno di potere che lo vorrebbe portare alla guida del governo della Nazione. Intanto si cerca di far passare in maniera vergognosa, sotto il falso nome di ‘riordino sanitario’ e sotto la finta scure dei mancati trasferimenti del ministro Tremonti, lo svilimento e il depauperamento della sanità pugliese. Abbiamo ancora negli occhi le espressioni ‘barricadiere’ di tanti esponenti della sinistra quando Raffaele Fitto cercò di portare ordine nel disordine sanitario. Oggi quegli atteggiamenti un tempo populistici si sono trasformati in silente accettazione dello stato di distruzione in cui sei anni di Governo di centrosinistra hanno dato alla Puglia. Lo splafonamento della spesa farmaceutica e la moltiplicazione di manager e dirigenti ha portato al collasso un intero sistema. Nel solo Salento si chiuderanno tantissimi reparti e si procederà a pseudo-accorpamenti. Avremmo bisogno di capire e discutere in Consiglio regionale. Vorremmo parlare di pesca, agricoltura, turismo, artigianato, portualità. Niente da fare il governatore è impegnato nella sua personale campagna elettorale. Chissà quando finirà questa assurda commedia e si potrà ritornare a parlare del bene della Puglia e dei pugliesi? Adesso siamo costretti a rispettare ‘il narcisismo’ di Vendola. Speriamo che la Puglia possa aspettare”. |