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mar, 22 maggio 2012
anno V, numero 143



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Regione Salento. Per l’on. Vico una scelta senza logica e fuori dal tempo PDF Stampa E-mail
Mercoledì 08 Settembre 2010 19:01
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La parola chiave in tutto il dibattito creatosi attorno all’ipotesi di costituzione della Regione Salento è: ragionevolezza.
Interviene così il deputato del PD, eletto nella circoscrizione salentina di Taranto, Ludovico Vico.
In un momento in cui appare evidente usare misura e morigeratezza, in cui è indispensabile porre un argine ai costi della pubblica amministrazione e della politica, in cui è fuor di dubbio auspicabile una riorganizzazione e razionalizzazione della spesa attraverso l’eliminazione di enti inutili, istituzioni superate o strutture in surplus di competenza – dice Vico – porre il tema della nascita di una nuova regione e della secessione dall’attuale mi sembra quanto meno fuori da ogni logica e fuori dal tempo.
Un processo, che se pur tende a guardare alla identità di un territorio restituendogli lustro e importanza, superando caso mai logiche troppo baricentriche  – afferma ancora l’esponente del Partito Democratico pugliese – di fatto non fa altro che promuovere altre separazioni, singolarità, mentre ci sarebbe bisogno di comunioni di intenti e pluralismi.
Non può la posizione geografica o il tratto distintivo della lingua dialettale motivare scelte che porrebbero la nuova struttura regionale nell’imbarazzo di nuovi difficili e puerili localismi da cortile – sottolinea l’on. Vico – considerato che il nostro sistema democratico ha il potere e gli strumenti per opporsi alle parzialità, cominciando dal consiglio regionale della Puglia che ospita tra i suoi banchi consiglieri rappresentanti di ogni singolo territorio. A loro resta l’importante ruolo di coordinamento con le realtà che li hanno eletti e con le culture, le economie e i patrimoni che rappresentano.
Da Chieuti a San Maria di Leuca – conclude Vico – occorre recuperare il senso del decoro e il rispetto di una istituzione che deve guardare a tutta la sua terra con pari dignità e adeguate tensioni amministrative. Credo sia questo il vero punto focale di una discussione che con nuove secessioni non potrà mai risolversi.

 

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