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mar, 22 maggio 2012
anno V, numero 143



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Vertenza British American Tabacco, dopo l’intervento della Regione venerdì primo tavolo nazionale. Capone: “La priorità è che lo stabilimento resti a Lecce”. PDF Stampa E-mail
Mercoledì 08 Settembre 2010 19:19
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Si terrà venerdì 10 settembre a Roma il primo vero tavolo di confronto tra il gruppo British American Tabacco e i sindacati nazionali. È stato ripristinato così il corretto svolgersi delle relazioni industriali tra le parti. A questo risultato si è giunti oggi a conclusione dell’incontro avvenuto nella sede della Presidenza della Regione Puglia tra la Vice Presidente e Assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone (accompagnata dai tecnici della task force regionale), il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, il Sindaco di Lecce Paolo Perrone, i rappresentanti della multinazionale del tabacco, i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori.
“Fino ad oggi – ha spiegato Loredana Capone – non è stata intrapresa alcuna relazione industriale tra impresa e sindacati, cioè non sono mai stati convocati tavoli di confronto. L’intervento di oggi da parte della Regione e delle altre istituzioni ha consentito il ripristino del corretto svolgersi delle relazioni industriali. La task force regionale monitorerà l’avvio del confronto, solo dopo questa fase potrà procedere nelle valutazioni di merito”. Per la Vice Presidente della Regione Puglia “la priorità è che lo stabilimento resti a Lecce e vengano confermati tutti i posti di lavoro”. “Per questo – ha detto – confidiamo nell’esito positivo del tavolo nazionale”.
L’azienda, da parte sua, si è mostrata d’accordo ad intraprendere “un rapporto costruttivo di relazioni industriali”.  
Attualmente lo stabilimento di Lecce occupa circa 500 lavoratori. Il personale è entrato in agitazione dopo l’annuncio da parte del gruppo British American Tobacco di effettuare un’analisi approfondita dello stabilimento di Lecce dove sarebbero stati riscontrati, secondo i vertici della multinazionale, costi di produzione maggiori rispetto alla media europea degli altri siti produttivi del gruppo. Il timore espresso dai lavoratori è che il gruppo delocalizzi la produzione in Romania. A venerdì i chiarimenti.

 

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