| Festival di Sanremo. Il lungo monologo di Celentano suscita le inevitabili polemiche |
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| di Francesco Vitale |
| Mercoledì 15 Febbraio 2012 10:05 |
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E invece – come un po’ di anni a questa parte sta succedendo, il Festival è riuscito di nuovo a far parlare di sè il giorno dopo. In tutto; meno che delle canzoni. Alzi la mano chi è riuscito ad ascoltare un paio di brani nuovi. Nessuno? Possibile. Sì, perché un italiano medio, tornato dal lavoro e a cena con la sua famiglia, avrà acceso il televisore intorno alle 22.00. Proprio nel momento in cui è partito il tanto atteso e conclamato monologo di Celentano. Più di un’ora di parlato fatto di prediche, attacchi ai giornali cattolici, al mondo politico, sociale economico. È perfino arrivato a dire che “Aldo Grasso è un deficiente”. E gli attacchi ovviamente a chi ha “parlato male di lui”. E noi vorremmo domandare a Celentano: «Li ha mai letti questi giornali cattolici? Ma soprattutto sa cos è un giornale cattolico?». Tutto l’attacco è partito per la precedente polemica sul compenso che sarebbe stato a lui elargito per la partecipazione a questa serata. «Se c'è una cosa che non sopporto dei preti e anche dei frati – ha detto ieri sera Celentano – è che non parlano mai della cosa più importante e cioè del motivo per cui siamo nati, del cammino verso il traguardo, insomma non parlano mai del paradiso. Non siamo nati per morire. Devono dirlo. Sennò la gente pensa che la vita sia quella che stiamo vivendo adesso: la guerra, lo spread. Ma che c##o di vita è questa?». Immediata la replica di Marco Tarquinio, direttore di Avvenire: «Se l'è presa con i preti e con i frati che non parlano del Paradiso – scrive in un editoriale sul sito www.avvenire.it - e se l'è presa con Avvenire e Famiglia Cristiana che vanno chiusi. Tutto questo, perché abbiamo scritto che con quel che costa lui alla Rai per una serata si potevano non chiudere le sedi giornalistiche Rai nel Sud del mondo (in Africa, in Asia, in Sud America) e farle funzionare per un anno intero. Dunque, andiamo chiusi anche noi. Buona idea: così a tutti questi poveracci, tramite il Comune competente, potrà elargire le sue prossime briciole di cachet. Davvero un bello spettacolo. Bravo. Viva Sanremo e viva la Rai». Tutto scritto. Tutto su copione. Morandi fa delle affermazioni precise e in prima persona. «Sì, è vero. L’ho detto io. Ma lo hai scritto tu», dice al molleggiato dopo un commento sui referendum abrogativi della legge elettorale.
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