"Nell'analizzare la sconfitta di stasera, occorre tener presente il valore del Milan, squadra indubbiamente forte. Forse abbiamo pagato un approccio un po' timoroso, offrendo agli avversari la possibilità di
sfruttare gli spazi; dal canto loro, i rossoneri sono stati abili ad approfittarne. Pazienza. Ha, purtroppo, prevalso il timore che il Milan facesse ciò che una squadra delle sue potenzialità è in grado di fare in qualsiasi momento della gara, tirando fuori dal cilindro il colpo giusto. Il nostro atteggiamento tattico? Si sarà trattato di un problema di mentalità: a me piace che la squadra giochi bene a calcio, mettendoci, magari, più attenzione e determinazione. Del resto, prima della gara, avevo chiesto ai miei ragazzi di conservare concentrazione, serenità e di giocare la palla: evidentemente, non siamo stati in grado di farlo nella maniera più appropriata. Non ho drammatizzato più di tanto questa sconfitta ma va detto che, soprattutto nell'approccio alla gara, speravo in una maggiore attenzione nel contrastare il Milan. A mancare, oggi, più che i singoli è stata la squadra, visto che non abbiamo tenuto il campo nella maniera migliore. Non posso condannare nessuno, anche perchè abbiamo cambiato molto rispetto alla scorsa stagione ed ero consapevole che saremmo andati incontrato a qualche difficoltà. Ma, ribadisco, stasera mi aspettavo maggiore attenzione da parte dei miei giocatori. Questa sconfitta non cambia nulla: sapevamo già che il nostro campionato non sarebbe stato facile. Dobbiamo lottare fino alla fine per salvarci, ma nel frattempo, occorre trovare un'identità di squadra. Abbiamo ampi margini di miglioramento, anche in considerazione del fatto che, oggi, non ho schierato alcuni giocatori che ritengo non ancora pienamente inseriti sia per problemi di lingua, sia perchè, al momento, non conoscono bene il campionato e la squadra. Inoltre, oggi mancava Olivera per squalifica, mentre Giuliatto, reduce da una stagione tribolata, ha bisogno di tempo per ritrovare continuità: stasera, peraltro, ha trovato sulla sua strada un Pato indiavolato, anche se è stata tutta la squadra a non supportarlo a dovere. Schierare contro il Milan un ragazzo del '92, Sini, uno del '90, Donati che, peraltro, non hanno sfigurato, potrà sembrare un azzardo, ma questa è la nostra politica. Tuttavia, occorre aver coraggio non solo a San Siro, ma ovunuque, giocandoci le nostre gare in maniera agonisticamente più forte. L'arrivo di Rispoli potrà fornire un importante contributo alla nostra squadra, grazie alle sue capacità e alle sue motivazioni; in generale, ritengo che la nostra compagine abbia la possibilità di essere più solida. Chevanton? Non avevo bisogno di ulteriori dimostrazioni per convincermi delle sue grandi qualità; ma dobbiamo tener presente che ha bisogno di lavorare ancora tanto, dato che, nelle ultime stagioni, non ha giocato molto e, dato che il rischio di infortuni è sempre dietro l'angolo, occorre fare sempre molta attenzione".
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