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Le ultime due prestazioni del Lecce contro Valencia e Milan hanno sollevato tante perplessità. Se ci aggiungono anche alcune dichiarazioni di De Canio, allora i dubbi aumentano………….
Le amichevoli contro Valencia e Milan ( mi voglio illudere che quest’ultima partita sia stata un’amichevole e come tale venga trattata! ), hanno fatto sorgere alcuni dubbi
e perplessità che è bene dirimere in fretta onde consentire un prosieguo di campionato più tranquillo anche se con la convinzione che si tratti sempre di campionato difficilissimo e da affrontare con “il coltello fra i denti”. Già contro il Valencia, con una impressionante girandola di sostituzioni, ho percepito la difficoltà del tecnico ad individuare uno schieramento che potesse costituire la “base” per la successiva partita di San Siro dove, è ovvio, si giocava per dovere d’ufficio e con la remotissima speranza di qualche grossa inefficienza del Milan; si ipotizzava una squadra veloce, seppur non amalgamata, in grado, almeno di far “sudare” i fuoriclasse rossoneri e tale da alimentare almeno qualche previsione un po’più rosea. Così non è stato. Non credo di sbagliarmi se affermo che era il Milan a correre, paradossalmente, di più e non ci vuol molto a capire che se al Milan non fai tirare fuori la lingua per la stanchezza, non c’è squadra italiana, Inter compresa, che sia in grado di contrastarla. La cosa, però, che ha suscitato in me la maggiore perplessità, è stata la lettura di un articolo di stampa (Quotidiano di Lecce- pag. 40-41 - domenica 29 agosto) titolato a lettere cubitali DE CANIO:”IMPENSABILE FARE LA SERIE A COSI’” anche se poi si prometteva di una partita da giocare senza timori reverenziali. Questa “uscita” del tecnico, a poche ore dall’incontro da disputare, non mi sembra possa essere stata considerata una forma d’incoraggiamento per coloro che avrebbero dovuto esibirsi a San Siro. E’ come se un comandante avesse detto: “fate il massimo per conquistare quell’obbiettivo, anche se non abbiamo armi idonee e nessuno di noi uscirà vivo”! Dire di Donati “ che non ha la necessaria esperienza per mandarlo in campo e per giunta contro avversari che sono dei fenomeni non mi sembra proprio il caso” e, poi, schierarlo contro Ronaldinho mi sembra una scelta di dubbio gusto (questo solo per non aggiungere altro!); a titolo personale ho rilevato che qualche suo intervento mi è sembrato anche molto appropriato. Schierare Sini su Borriello può anche essere considerata una scelta coraggiosa ma, dopo o prima, non è corretto piangere. A San Siro, credo sia opportuno ricordare, c’erano ben otto undicesimi dello scorso campionato (Rosati, Ferrario, Giuliatto Mesbha, Munari, Vives, Giacomazzi, Corvia) e solo tre nuovi a fronte della faraonica (numericamente s’intende!) campagna acquisti che porta a Lecce un rilevante numero di facce nuove che rischia di far ripetere alla squadra gli stessi errori di sopranumero già visti nell’ultimo campionato di serie A con ben 27 elementi e tantissime facce lunghe, la domenica, in tribuna. Sembra che la storia non insegni nulla, altro che “magistra vitae”! Forse è stato un bene che questo sia emerso ad inizio di campionato in maniera da poter, per tempo, apportare delle correzioni, non solo su piano numerico, ma anche su quello gestionale. Da sostenitore del Lecce, mi premerebbe sapere a chi è stata affidata la responsabilità della costruzione della squadra dal momento che, sembra di capire, De Canio ne disconosce la paternità (alla faccia del manager alla Ferguson!); mi sembra giusto saperlo perché con questi nuovi qualcosa di buono potrebbe anche essere fatto ed allora è giusto che i meriti vengano riconosciuti a chi ha fatto il lavoro. Se sia stato giusto mettere lo scarso budget a disposizione per comprare molto a poco o se fosse stato meglio comprare poco ma bene, sarà il tempo a dircelo. Certo non è opportuno mettere le mani avanti per non essere coinvolti. L’istituto delle dimissioni, anche se in Italia poco praticato, esiste ancora. Basta che i tifosi sappiano come stanno le cose che ci sia, insomma CHIAREZZA. Sono, comunque, fiducioso!
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