LECCE – La vicenda delle multe pagate col bonifico non si è chiusa con la delibera che le annulla fino a gennaio 2015.  Parola delle associazioni consumatori: ora l’amministrazione comunale dovrà vedersela con il giudice, perché sono pronti i ricorsi. Insomma, chi ha pagato con bonifico ha diritto allo sconto del 30 per cento, anche se i soldi sono stati accreditati dopo dalla banca. Non serve a nulla la correzione fatta sugli avvisi dopo gennaio 2015, perché è sbagliata pure quella. Lo hanno spiegato in mattinata le associazioni dei consumatori e le opposizioni di Palazzo Carafa (i consiglieri Melica, Rotundo e Foresio), in una conferenza stampa che si è tenuta nelle sale della libreria Liberrima. “La data di valuta delle sanzioni in oggetto, effettuato con bonifico bancario deve ricadere entro il termine perentorio del quinto o sessantesimo giorno”: questa frase è sbagliata e non mette al riparo il Comune di Lecce dai ricorsi. “Si sono fatti un autogol”(cliccate sull’intervista per sentire la spiegazione) – dichiara Antonio Tanza (Adusbef). In altre parole si viola il principio di buona fede e correttezza della PA, perché sugli avvisi dovrebbe essere specificato che conta il giorno di accredito e non di valuta. “La valuta è il giorno in cui iniziano a decorrere gli interessi – spiegano gli avvocati delle associazioni dei consumatori (Adusbef, Adoc e Codacons), che è diversa dall’accredito, che si ha il giorno in cui arrivano i soldi nelle casse dell’ente”.

“Se anche il cittadino avesse la premura di fare il bonifico il primo giorno, non possiamo prevedere quando la banca farà l’accredito. Quindi, diventa un’incognita pagare con bonifico – chiarisce l’avvocato Mongelli – Ci troviamo davanti a una platea che per affermare un proprio diritto devo fare ricorso al giudice di pace, pagando di più. C’è una diversità di trattamento incostituzionale tra chi paga le multe con bollettino postale e chi no. Ecco perché interveniamo noi e il cittadino dovrà solo pagarsi la raccomandata per rivolgersi alla Giustizia”. A breve sarà depositato un ricorso da parte di Adoc, Adusbef, Codacons. “Le circolari del ministero vengono applicate a modo loro a Lecce: si applica rigorosamente solo la circolare a sfavore del cittadino” – spiega Piero Mongelli. Tanza avverte: “La norma è molto chiara, ma la frase ‘data di valuta è sbagliata’: dovrebbero scrivere data di accredito! Quindi, non si possono chiedere i soldi sulla base di un’informazione poco chiara e scorretta”. Il Comune di Lecce è avvisato.

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foto Antonio Castelluzzo