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Le università pugliesi perdono 12 mila studenti. I rettori: “Mancano i servizi”. L’ass.Leo: “Disconnessi dal mondo del lavoro, nasca un unico Polo”

BARI – I rettori pugliesi oggi hanno fatto sentire la loro voce nel capoluogo pugliese. Il magnifico dell’Università del Salento ha preferito mandare un delegato. Perdiamo studenti, cervelli e soldi. 12 mila pugliesi abbandonano la loro regione per università che sorgono in città con trasporti più efficienti, ma, soprattutto, (e questo non viene sottolineato dai rettori), per iscriversi in università maggiormente collegate al mondo del lavoro. “I piani di servizio di trasporto regionali non sono adattati a scuole e Università – spiega Ignazio Zullo (presidente dei CoR in Regione) –  Poi, c’è un fatto congiunturale e scarsa comunicazione tra aziende e università. Tutti i rettori, invece, puntano il dito sulla carenza di servizi: sarebbe il fattore che pesa all’ottanta per cento.

“Non c’è connessione tra Università e mondo del lavoro” – replica l’assessore al Lavoro, Sebastiano Leo – Noi dobbiamo realizzare un Polotecnico regionale. Un polo, un sistema che unisca tutta la regione Puglia. Non voglio dire che ci dovrà essere un unico rettore, ma quasi”.  La soluzione sarebbe “fare sistema”, riuscendo a tirare dentro anche le aziende, ma non è facile. “Si è portati molto spesso e incautamente a pensare che sia la qualità della didattica o della ricerca a determinare l’attrazione o conseguentemente la fuga dalle nostre sedi universitarie verso città del Nord. Ma non è così perché le nostre università sono di valore. Se circa il 40% (oltre 12mila) dei giovani pugliesi sceglie di andare a studiare in un’università fuori regione è perché la minima parte, poco più del 2%, non trova in Puglia il corso di laurea che vorrebbe frequentare e buona parte perché non risiedendo nei capoluoghi sedi universitarie e dovendo comunque prendere casa e usufruire di servizi preferisce altre sedi fuori regione” – spiega Zullo.

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Questa una delle riflessioni, ma ce ne sono davvero tante, nello studio che è stato offerto oggi dal rettore dell’Università di Bari Antonio Felice Uricchio, dal rettore dell’Università di Foggia, Maurizio Ricci, dal rettore del Politecnico di Bari, Eugenio Di Sciascio e dal professore Andrea Ventura in sostituzione del rettore dell’Università del Salento che sono intervenuti in Commissione (in Regione Puglia), convocati dal presidente Alfonso Pisicchio, per esporre non solo i dati dell’indagine sugli immatricolati pugliesi dal 2010 al 2016, ma anche fornire delle loro riflessioni sui vari fenomeni che portano non solo i giovani pugliesi ad andare a studiare fuori, ma studenti di altre regioni o stranieri a non venire a studiare in Puglia.

“Eppure – come giustamente faceva notare il rettore Uricchio – stiamo parlando della regione che sul piano dell’attrattiva turistica e della qualità della vita è fra le prime Italia. Appare evidente che a non attrarre sono i servizi a cominciare dagli alloggi universitari (Adisu) che a Bari sono poco più di 1700, a Foggia un centinaio e a Taranto neppure uno. A ciò vanno aggiunti i problemi connessi ai trasporti – così come rilevava il rettore di Foggia per cui i ragazzi del Gargano non possono essere studenti pendolari per le difficoltà –, ai servizi cittadini, vale a dire a costi troppo alti sui quali incide anche un’alta tassazione dei rifiuti”.

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Certo, nemmeno il Salento se la passa benissimo con i suoi lenti trasporti. Ultimo, ma non ultimo, in questa prima e breve analisi dell’interessantissima audizione dei rettori, sono le prospettive future sul piano professionale che una sede universitaria deve offrire non come optional, ma come elemento essenziale nella scelta. E quindi il rapporto con le imprese e le industrie pugliesi e le stesse Università, un rapporto che deve vedere anche la Regione Puglia protagonista. Senza contare che un genitore che deve iscrivere il proprio figlio in un’università “non sotto casa” si preoccupa anche del sistema sanitario che offre quella città/regione. E forse alcuni proprio per questo preferiscono altre città/regioni.

“Non vogliamo che questa riflessione si chiuda nell’arco dell’audizione dei rettori (e il collega Pisicchio bene ha fatto a porre un così importante argomento all’attenzione del Consiglio), ma chiederemo anche al presidente Emiliano e ai suoi assessori per conoscere cosa sta facendo la Regione per la mobilità studentesca universitaria” – chiosano i consiglieri di opposizione. “Possono dire quello che vogliono, ma devono dire la verità: non è competenza esclusiva Regionale. Bisogna mettersi d’accordo col Miur e trovare le risorse: i trasporti dedicati non sono cose che possiamo inventarci da un giorno all’altro da soli come Regione Puglia. Quando abbiamo potuto, abbiamo dato il massimo: sono stati dati milioni di euro per le borse di studio”.

Gaetano Gorgoni

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