RACALE (Lecce) – La Procura non fa alcun passo indietro e contesta anche nella richiesta di rinvio a giudizio l’accusa di mafia ai fratelli De Lorenzis. Gli imprenditori, originari di Racale, dovranno comparire il 27 aprile davanti al gup Simona Panzera per l’udienza preliminare nell’ambito dell’inchiesta “Clean Game” con cui i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria smantellarono il 25 febbraio del 2015 una presunta organizzazione che avrebbe imposto l’installazione di slots machines in numerosi bar e sala giochi del Salento. Complessivamente sono 40 gli imputati. E il collegio difensivo affila le armi fiducioso di poter dimostrare già in quella sede l’assoluta estraneità a contestazioni così gravi di imprenditori che avrebbero costruito le proprie fortune con il lavoro e il rispetto delle leggi.E nonostante l’accusa di mafia sia stata annullata dal Rieame e dalla Cassazione è stata comunque inserita dal magistrato inquirente per 17 dei 40 imputati.

rischiano di finire sotto processo Salvatore De Lorenzis, 50, di Racale; Saverio De Lorenzis, 41, di Racale; Antonio Mancino, 50, di Racale; Pino Luigi De Florio, 51, di Gallipoli; Sebastiano Bagnato, 61, di Taviano; Pietro Marino, 44, di Mesagne; Rocco Vincenti, 55, di Tricase; Alessandro Mauramati, 36, di Alliste; Lucio Riotti, 51, di Carmiano; Pasquale Gennaro De Lorenzis, 44, di Racale; Pietro Antonio Ilario De Lorenzis, 51, di Racale; Quintino Gravili, alias “Dino”, 50, di Racale; Emanuele Rizzo, 31, di Alliste; Daniele Gatto, 53, di Copertino; Salvatore Tarantino, 55, di Monteroni; Michele Arcangelo Lazzari, 56, di Cutrofiano; Alessandro Fuso, 40, di Alliste; Antonio Luigi Salento, 36, di Racale; Antonio Polati, 61, di Melissano; Pasquale Pascali, 56, di Strudà (frazione di Vernole); Gennaro Casto, 72, di Taviano; Salvatore Calabrese, 63, di Nardò; Mauro Fiorita, 46, di Copertino; Luca Luciano Chirizzi, 36, di Lizzanello; Aldo Gravili, 31, di Racale; Cosima Picci, 41, di Patù; Emanuele Piccinno, 39, di Gallipoli; Adamo Pisanello, 40, di Sannicola; Lorenzo Parisi, 32, di Nardò; Leonida Alemanno, 53, di Lequile; Nicola De Florio, 40, di Gallipoli; Claudio Denis Lombardo, 42, di Alliste; Giuseppe Maruccia, 63, di Lecce; Giuseppe Laghezza, 63, di Guagnano; Valerio Bove, 59, di Surbo; Pompeo Caputo, 55, di Gallipoli.

Si tratta di uno dei due tronconi d’indagine sfociati con la richiesta di rinvio a giudizio. Altri 35 imputati dovranno comparire sempre davanti al giudice per l’udienza preliminare Simona Panzera il 17 maggio prossimo ai quali non viene contestata l’accusa di mafia. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Francesco Fasano; Ladislao Massari; Vincenzo Venneri; Gabriella Mastrolia; Luigi Suez; Antonio Pasca; Giuseppe Bonsegna; Benito Schito; Gabriele Valentini; Giampiero Tramacere; Salvatora De Lorenzis; Mauro Marzano; Giuseppe Gravili; Maria Cristina Caracciolo; Americo Barba; Stefano Pati, Katia Barone; Enrico Cargiulo; Anna Lucia Causo; Giuseppe Luchena; Giancarlo Zompì; Pantaleo Cannoletta; Michele Mangè; Martino Carluccio; Alessandra Viterbo; Amedeo Martina; Fabrizio Ferilli; Andrea Cera; Mario Ciardo; Cosimo Preite; Fabio Corvino.

F.Oli.