MELENDUGNO (Lecce) – Anticamente l’attuale area di Torre dell’Orso apparteneva alla città di Roca e, secondo alcune possibili interpretazioni, la splendida spiaggia del luogo sarebbe stato il teatro ove sbarcò Enea durante il suo viaggio posteriore alla distruzione di Troia, ma questa è un’altra storia. Chi guarda il mare dalla spiaggia resta colpito dalla presenza di due scogli molto vicini fra loro, quasi simmetrici e di forma pressoché simile. Il loro nome è “Le Due Sorelle”, in seguito ad un’antica leggenda del luogo.

Si racconta che molto, ma molto indietro nel tempo, due sorelle si allontanarono dalla loro casa, alla ricerca della felicità. Dopo aver vagato per un certo tempo, giunsero alla scogliera che domina la spiaggia e la rada di Torre dell’Orso, dove restarono colpite dai colori del cielo e dalla bellezza del mare, in cui il primo si rifletteva. Terribilmente attratta dallo spettacolo, una delle due fanciulle si lanciò in acqua, convinta di incontrare un’aitante ed innamorata creatura del mare ma, una volta giunta cominciò ad annaspare per restare a galla. Nel vedere la sorella che si dibatteva e gridava aiuto, anche l’altra si lanciò tra i flutti per soccorrerla, andando incontro, anch’essa, al suo triste destino. Morirono abbracciate l’una all’altra, tuttavia Nettuno, il dio del mare, si impietosì, anche perché le due giovani si erano sacrificate per amore del suo regno, così trasformò i loro corpi inerti in due scogli che sempre sarebbero rimasti abbracciati, a guardia della rada. Sembra che un pescatore, attratto dalle grida di aiuto lanciate dalle due infelici, fosse arrivato sul posto dopo pochi minuti ed il suo sguàrdo si posò su due strani scogli che, almeno sino a quella mattina, non erano mai esistiti ……….

Cosimo Enrico Marseglia

Articolo tratto dalla rubrica “Leggende Pugliesi”