Chiesa di Santa Maria della Lizza

Rubrica a cura di G.Gnoni, appassionata di cultura salentina

In tutto il mondo i cristiani che festeggiano la nascita di Gesù Bambino rispettano l’usanza di allestire presepi nelle chiese e nelle case. Difficile risalire con certezza all’origine esatta del presepe, parola, che, etimologicamente, significa grotta, mangiatoia o stalla.
Già nel quarto secolo d. C. si possono trovare nelle catacombe romane immagini della natività, tuttavia, comunemente, si ritiene che il primo presepe sia dovuto a San Francesco d’Assisi, che a Natale del 1223, riunì in una grotta di Greggio due genitori con il loro piccolo, nato da poco.
Nel Salento le prime rappresentazioni del presepe si hanno ad Alezio, nella chiesa di Santa Maria della Lizza, dove c’è un affresco raffigurante la Sacra Famiglia durante la natività. Il più antico presepe della Puglia, invece, sembra essere quello che si trova a Galatina, all’interno della chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, esattamente nella navata sinistra. Esso è realizzato in pietra policroma dallo scultore Nuzzo Barba. Dello stesso periodo è quello che si può ammirare a Gallipoli, chiesa di San Francesco, nella terza cappella della navata destra.

Chiesa di Santa Maria della Lizza

Nei tempi passati tutti i componenti della famiglia rispettavano antichi rituali per ricostruire l’umile ambiente in cui era nato Gesù. Erano necessari materiali diversi, tanto impegno ed un po’ di fantasia. Si sceglieva l’angolo più in vista della casa e su un tavolo o sulla “cascia” (la cassa contenente il corredo) si cominciava ad allestire il presepe. In genere le statuine erano posate sul “villuto” (muschio), interrotto dai cipuddhazzi verdi (cipollotti selvatici) e da pigne. Con sugheri, ceppi, frammenti di vetro, carta straccia, sabbia, erba, sassi e rametti si materializzavano monti, fiumi, laghetti, ponti e grotte che si animavano di pastori, salumieri, re Magi, contadini, pescatori, fabbri, venditori di caldarroste, pupi singoli o in gruppo, ciascuno con il proprio dono per il Bambinello. Sulla grotta che ospitava la Sacra Famiglia vi era un angelo appeso ad un filo e proprio lì vicino grandi e piccini si riunivano per pregare o recitare una poesia…. Quanto ardore religioso in quella magica atmosfera!