CORIGLIANO –  Alla scuola del sud non servono più soldi, ma più impegno: questo è il concetto che emerge da un’infelice esternazione del ministro Marco Bussetti, in visita ad alcune scuole di Afragola e Caivano, in Campania. “Cosa arriverà qui al sud per recuperare il gap con le scuole del nord. Più fondi?”, chiede l’intervistatore. “No. Più sacrificio, più lavoro, più impegno. Vi dovete impegnare forte”. Si tratta di una generalizzazione e di un banalissimo stereotipo: non sarà il maggiore impegno (che c’è già in tante realtà scolastiche) a tirare fuori dai guai la scuola del sud. Un ministro dovrebbe sapere che le scuole del nord sono piene di docenti meridionali (sono quasi tutti del sud o originari del meridione) che si impegnano forte e hanno reso le scuole settentrionali efficienti e competitive. Al sud ci sono eccellenze, ma anche troppe scuole cadenti e povere. A rispondere al ministro con un po’ di ironia ci pensa una professoressa di lungo corso, che è stata anche sindaca e conosce tutti i problemi del mondo scuola. Ecco la lettera di Ada Fiore al ministro:

“Caro ministro Bussetti.
Mi ha scoperto.
Lo confesso.
Io, docente del sud, devo lavorare di più.
Devo assolutamente impegnare meglio il mio tempo.
Non è pensabile che continui a perdere   ore e ore di lezione nel tentativo di  far appassionare i ragazzi all’ amore per il sapere.
Che mi sforzi di far comprendere loro il senso della storia, della filosofia, la bellezza di un brano, la musicalità di una poesia, il valore di un’ opera d’ arte.
Quanta inutilità risiede nello sforzo quotidiano  di accompagnare le nuove generazioni in un processo di crescita autonoma e consapevole.
Di comprendere i loro bisogni, i loro problemi, i loro disagi.
Di riempire di contenuti tutti quei file vuoti che la nostra società offre loro.
Di incoraggiare i loro sogni, le loro aspettative, i loro disegni ed il futuro!
Quanta presunzione nel considerare ancora la scuola l’ ultimo punto di riferimento per i nostri fragili ragazzi!
Che poi rimangono sempre dei meridionali!
Ormai sono stata scoperta.
E per colpa mia, tutti i docenti del sud sono stati rimproverati da Lei.
È vero. Serve più impegno.
Per questo le prometto  che da domani arriverò puntuale a scuola.
Che porterò tutti i libri necessari e non li chiederò più agli alunni.
Che imparerò a memoria l’orario scolastico e che non sbaglierò più classe dove andare.
Ed, infine, che non dimenticherò più la data e l’ ora dei consigli di classe, né tantomeno quella degli scrutini.
Chiedo umilmente scusa a tutti i colleghi delle scuole del sud per l’accaduto e mi auguro, che questo mio nuovo comportamento,  possa contribuire a ridurre il gap esistente tra le scuole del Sud e quelle del Nord”. Il ministro leghista oggi dice di essere stato frainteso e che si trattava di una frase estrapolata da un contesto. Di Maio, invece, da uomo del sud ha spiegato che i soldi servono per recuperare il gap con le scuole del nord. Il Movimento 5 Stelle ha preso le distanze dal ministro: si parlava di gap, ma il Bussetti ha fatto una banalissima gaffe.
Garcin