F.Oli.

LECCE – Ad un mese dal blitz la Procura antimafia chiude le indagini sull’operazione antimafia e antidroga “Vele” con cui gli agenti della Squadra Mobile, l’8 gennaio scorso, hanno smantellato due gruppi nati dalle ceneri dei vecchi clan leccesi. Gli indagati sono sempre 49 con qualche lieve modifica apportata in queste settimane dal Tribunale del Riesame relativamente ad alcune misure cautelari. Di seguito l’elenco di tutti gli indagati a cui è stao notificato l’avviso di chiusa inchiesta a firma dell’aggiunto Guglielmo Cataldi: Josè Bruno Acquaviva, 37 anni, di Lecce; Giampiero Alula, 41 anni, di San Pietro Vernotico; Alessio Anastasia, 35 anni, di Lecce; Antonio Balloi, 71, di Surbo, (agli arresti domiciliari); Daniele Balloi, detto “Lele”, 37enne, di Melendugno; Andrea Bisconti, detto “Il Cinese”, 38 anni, di Lecce; (ai domiciliari); Angelo Braì, 46 anni, di Merine (frazione di Lizzanello); Gianluca Calabrese, 32 anni, di Copertino; Antonio Calò, 47 anni, di Lecce; Fabio Campa, 46 anni, di Lecce; Cristian Cito, di 30, residente a Frigole; (detenuto).

Poi ancora: il collaboratore di giustizia Angelo Corrado, 39 anni, di Frigole (detenuto per altra causa); Marco De Lorenzi, 40, di Lecce; Vincenzo Sasha De Riccardis, 23 anni, di Lecce; Danilo De Tommasi, di 30, residente a Lecce; Mirco Della Porta, 40, di Mesagne; Gianfranco Elia, 47 anni, di Lecce, (detenuto); Massimiliano Elia, 43 anni, di Lecce, (detenuto); Cesario Filippo, 41, di San Pietro Vernotico; Rodolfo Franco, detto “Farnararu”, 62 anni, di San Cesario; Manuel Gigante, 38 anni, di Lecce; Antonio Giglio, 47 anni, di Brindisi; Antonio Giordano, 47, di Monteroni; Giuseppe Guido, 29 anni, di Lecce; Soni Hajdari, 25, residente nel campo rom “Panareo”; Cesare Iaia, 44, di Tuturano; Eltion Isufaj, di 31, residente anch’egli nel campo rom “Panareo”; Rudy Lubelli, 39, di Frigole; Mattia Monaco, 32 anni, di Lecce; Gianluca Negro, detto “Puntina”, 34 anni, di Surbo; Luca Pacentrilli, 30, di Lecce, (detenuto); Gianluca Palazzo, detto “Furcina”, 44 anni, di Lecce; Andrea Podo, 24 anni, di Lecce (detenuto per altra causa); Diego Podo, 34, di Lecce, (detenuto per altra causa).

Infine: Saulle Politi, 47enne di Monteroni, detenuto per altro e ai domiciliari per questa indagine; Antonio Restia, detto “Tonio”, 54 anni, di Frigole; Cristian Roi, 37, di Copertino; Gianluca Rubino, 28 anni, di Mesagne; Oronzo Russo, detto “Ronzino”, 32 anni, di Surbo, detenuto per altro; Roberto Santo, detto “gemello”, 45 anni, di Lecce; Michela Secondo, 40, di Lecce; Alessandro Serino, 48, di San Cataldo; Marianna Serio, 42 anni, di Lecce; Antonio Sgura, 55 anni, di Brindisi; Antonio Signorile, 49 anni, di Brindisi; Krenar Skendaj, detto “Ariel”, 47enne, di origini albanesi; Gabriele Tarantino, 40 anni, di Monteroni; Giovanni Tarantino, detto “Gianni”, 30enne, di Lecce; Riccardo Zingarello, 45, residente a Frigole.

L’operazione ha consentito di smantellare il fortino della droga che l’associazione aveva impiantato nella zona della 167 di Lecce. Fondamentali si sono rivelate le dichiarazioni di due collaboratori di giustizia: al già noto Gioele Greco si è poi affiancato un presunto affiliato della stessa organizzazione: il 38enne di Frigole Angelo Corrado che, ha deciso di oltre passare il guado, perché aveva accumulato debiti di droga senza riuscire a onorarli. I verbali dei due pentiti sono stati poi supportati dalle indagini su alcuni attentati intimidatori compiuti ai parenti stretti del collaboratore Greco.

Così gli agenti della Squadra mobile hanno ricostruito la nuova mappatura dello spaccio in città. Nel segno dei due capiclan storici, dicevamo: Pasquale Briganti (per il quale si è proceduto separatamente) e AntonioCristian Pepe. Tra l’estate del 2015 fino alla fine del 2016, però, il business con la  droga sarebbe comunque andato avanti nonostante i capi si trovassero dietro le sbarre. La gestione sarebbe stata affidata a Massimiliano Elia e allo stesso Corrado per conto del gruppo Briganti; Gianfranco Elia (fratello di Massimo) e Cristian Cito, invece, avrebbero curato gli affari per il clan Pepe.

L’accusa di mafia viene contestata a Cristian Cito, Angelo Corrado, Massimo e Gianfranco Elia. Rispondono di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti Andrea Bisconti, Cristian Cito, Angelo Corrado, Sasha Vincenzo de Riccardis, Danilo De Tommasi, Gianfranco Elia, Massimiliano Elia, Luca Pacentrilli, Andrea Podo, Diego Podo, Antonio Restia, Gianluca Negro, Oronzo Russo, Alessandro Serino.

C’è poi il capo d’imputazione riservato alle sparatorie avvenute a Lecce nel maggio del 2015. Nel primo episodio – stando alle indagini condotte dagli agenti della Squadra mobile – Mattia Monaco e Gianluca Palazzo, su mandato di Gianni Taurino, esplosero tre colpi di pistola calibro 7.65 all’indirizzo di Nico Pinto e Attilio Salvini. In piena notte. Poco dopo le 4. Gli attentatori attesero il rientro di Salvini a casa. Venne sorpreso davanti al portone dello stabile in cui risiedeva, in piazzale di Cuneo. L’allora 31enne riportò la frattura del primo metatarso del piede sinistro con una prognosi di 40 giorni. Una gambizzazione, un avvertimento.

Ventiquattro ore dopo, altro episodio di cronaca a pochi metri di distanza. Questa volta in pieno giorno. E potenzialmente ancora più grave. In giro, c’era tanta gente. Anziani, bambini, famiglie. A poche centinaia di metri di distanza. nei pressi di via Pistoia. In sella ad un grosso scooter, sempre Mattia Monaco e Gianluca Palazzo esplosero almeno tre colpi di pistola calibro 7.65 all’indirizzo di Mattia Pinto sorpreso a bordo della sua autovettura. Panico, terrore e sangue in una domenica che, ben presto, si trasformò in una giornata di paura.

Il lungo collegio difensivo è composto dagli avvocati Antonio Savoia; Giuseppe De Luca; Ladislao Massari; Umberto Leo; Maria Cristina Brindisino; Dario Budano; Mariangela Calò; Rita Ciccarese; Laura Bruno; Benedetto Scippa; Gabriele Valentini; Cosimo D’Agostino; Mauro Cramis; Pantaleo Cannoletta; Salvatore RolloPasquale Annichiarico; d’ufficio da Roberta CapodieciIvan Feola; Luciano De Francesco; Alessandro Dell’Atti; Daniela De Liguori.