Percorrendo le strade della nostra città, è importante scoprire ogni singolo e interessante dettaglio delle bellezze architettoniche di Lecce, splendori che rivelano una notevole capacità creativa degli artisti ed un modo tutto particolare di manifestare una molteplicità di sentimenti ed una insospettata potenzialità emotiva. Attraverso alcuni monumenti, si percepisce il desiderio dell’autore di ornare, di personalizzare, di lasciare per sempre un’impronta di bellezza appagante e sorprendente per chi osserva: è il caso della “Fontana dell’Armonia”, monumento prospiciente il castello di Carlo V, realizzato per ricordare l’arrivo a Lecce dell’acqua del fiume Sele.

L’opera, in pietra di Trani, fu progettata nel 1927 dal giovane scultore Antonio Mazzotta. Essa è formata da canne d’organo di varia lunghezza legate insieme e con le punte rivolte verso il basso; da esse esce l’acqua che si raccoglie nella sottostante vasca circolare. Non può non richiamare l’attenzione di chiunque la ammiri il gruppo bronzeo che sovrasta la “Fontana dell’Armonia”. Sono un uomo e una donna nudi che si dissetano bevendo dalla stessa conchiglia, sostenuta dalle loro mani incrociate. Il complesso scultoreo è un’allegoria della giovinezza e dell’amore, immagine a cui concorre anche il fascio delle canne d’organo che sostiene i due giovani che si bagnano.

È opportuno analizzare il nome assegnato alla fontana in questione: esso, infatti, non richiama il nome di uno scultore o un evento storico particolare legato alla nostra città – come, per esempio, piazza dei Trecentomila (ora intitolata a Giuseppe Mazzini) – ma rimanda ad un’idea di cui però i due amanti bronzei diventano espressione concreta. L’armonia dell’amore è simbolo dell’intesa appassionata che l’artista ha voluto esprimere attraverso i due giovani che, non a caso, si abbeverano nella limpidezza e trasparenza dell’acqua. Sarà per questo che oggi la fontana rappresenta una tappa obbligata per i turisti che costeggiano il castello e per ogni leccese in cerca di tranquillità.

La fontana fu inaugurata il 28 ottobre 1927 quando, per volere di Mussolini, venne fatta zampillare l’acqua del Sele. Per realizzare l’opera era stato bandito un concorso da parte dell’Amministrazione Comunale, al cui vincitore sarebbe stato assegnato un premio in denaro di ben duemila lire, che allora rappresentava una somma cospicua. Il primo classificato fu, appunto, Antonio Mazzotta.

Ma di lì a poco questo monumento non avrebbe più trovato pace. Infatti, dapprima, la pur caratteristica nudità delle statue suscitò grande indignazione negli esponenti locali dell’Azione Cattolica, quando esse furono collocate sulla fontana il 30 gennaio 1928. Successivamente, nel 1941, i bronzi furono requisiti per scopi bellici. Poi, dopo la fine del conflitto, furono riposti sul monumento, ma l’intera fontana fu temporaneamente rimossa nel 1952. È stata finalmente restituita alla cittadinanza il 3 maggio 1990, su decisione del Consiglio Comunale nel 1989, che aveva accolto la proposta dell’allora sindaco di Lecce Francesco Corvaglia. E così, l’artista Antonio Mazzotta ha rivisto la sua opera all’età di 90 anni.

La “Fontana dell’Armonia” valorizza ulteriormente quello scorcio di Lecce, che costeggia le mura del castello di Carlo V, lungo viale Marconi.

 

Gionata Quarta