Una delle località marine del Salento, tra le più note e frequentate, sul versante adriatico, è Torre dell’Orso. Tuttavia, non ci si soffermerà ad esaltare le sue belle ed ampie spiagge e la sua finissima sabbia color argento con intorno dune e pinete che caratterizzano questo incantevole centro turistico, ma si darà risalto alla scogliera, costituita da roccia calcarea presente nella baia, cosparsa di grotte di notevole interesse e bellezza, ma non sempre note ai turisti non abituali e agli stessi residenti.

All’estremità meridionale della baia, in una cavità artificiale a picco sul mare, si trova la grotta di San Cristoforo, la più importante tra quelle ivi esistenti. Si tratta di una grotta di bianco calcare, aperta nella baia di Torre dell’Orso sul lato sud-orientale e si presenta come una escavazione a pianta rettangolare, probabilmente eseguita tra il IV e il III secolo a.C. Era usata come luogo di culto e ne danno testimonianza i suoi antichissimi graffiti in greco e in latino. La grotta, infatti, fu frequentata da marinai, navigatori e mercanti che si apprestavano ad attraversare il canale d’Otranto o che vi ritornavano, lasciando sulle pareti testimonianza del loro passaggio con iscrizioni graffitiche – che  in parte sono ancora visibili e in parte sono completamente sommerse – che esprimevano voti e invocazioni a dio.

Infatti, con un’epigrafe latina risalente al III secolo d.C., un navigante si rivolge così alla divinità: “FELICIOR ISPANUS PETIT A DEO UTI SE TUTE E(T) TIMORI SI (NE) OS TEN(EAT) VADI” («Felicior Hispanus chiede a dio di poter attraversare, in tutta sicurezza e senza alcun timore, la bocca dello stretto»). Questa preghiera è un esempio di invocazione alla divinità per la buona riuscita del viaggio da parte di un navigatore.

Successivamente, nel maggio del 1981, sono state condotte importanti campagne di scavo, sotto la guida degli studiosi dell’Università di Lecce, che hanno portato alla luce frammenti di ceramiche tardo-arcaiche (VI-V secolo a.C.), ceramiche di origine messapica e frammenti di ceramica attica. Inoltre, la frequentazione della grotta e l’uso di incidere sulle pareti iscrizioni e tabelle votive continuano anche in età greca, tardo-romana e medievale; in particolare, in età medioevale, il passaggio di un navigante cristiano è testimoniato dalla presenza di un graffito raffigurante una nave da trasporto, con frammenti di iscrizioni cristiane e numerosi croci.

A tali preziosi reperti di interesse storico-culturale, che rendono ancora più incantevole questo spettacolo naturale, fa da corona la splendida trasparenza delle acque dai colori intensi e limpidi. Per questa e per altre suggestive bellezze, Torre dell’Orso rappresenta una delle mete turistiche e balneari della costa adriatica più ricercate e ammirate da vacanzieri italiani e stranieri.

 

Gionata Quarta