di F.Oli. 

LECCE – Cadono tutti i reati associativi ed escono definitivamente dall’inchiesta “Twilight” l’avvocato leccese Benedetto Scippa e gli imprenditori De Lorenzis. C’è questo e tanto altro nel decreto di archiviazione a firma del gip Cinzia Vergine a carico di 64 (dei complessivi 116 indagati) destinatari dell’avviso di chiusa inchiesta notificato nei mesi scorsi. Dopo interrogatori e memorie difensive il pm della Dda Valeria Farina Valaori ha archiviarto alcune posizioni e sfrondato accuse e contestazioni facendo venire meno, così come poi recepito dal gip, i reati più gravi su cui si fondava l’inchiesta. Ma torniamo alla posizione dell’avvocato Scippa. Il penalista leccese era accusato di favoreggiamento personale in una posizione comunque marginale. Secondo quanto inizialmente contestato l’avvocato avrebbe aiutato i suoi presunti usurai Giuliano Persano e Maurizio Marzo (altri due indagati) a eludere le investigazioni dell’Autorità affermando, falsamente, di aver acquistato due auto contrariamente a quanto emerso dall’attività d’indagine. Ebbene, subito dopo l’avviso di conclusione, attraverso una documentazione depositata dall’avvocato Giuseppe Corleto, il penalista leccese ha dimostrato l’autenticità dell’acquisto delle due autovetture nell’ambito di un’inchiesta in cui, paradossalmente, è anche difensore di altri indagati.

Archiviazione anche per i fratelli Pasquale e Saverio De Lorenzis, rispettivamente di 47 e 44 anni, entrambi residenti a Racale. Fondamentale si è rivelato l’interrogatorio alla presenza del proprio avvocato, il legale Gabriella Mastrolia, davanti ai carabinieri di racale. Accusati di intestazione fittizia di beni, gli imprenditori hanno dimostrato la totale correttezza del proprio operato. In particolare la regolarità delle installazioni effettuate dopo il palcet dell’Ams (agenzia delle Dogane e dei Monopoli). Gli indagati hanno evidenziato come non spettasse alla loro azienda il compito di verificare le intestazioni delle attività. Stesso orientamento per Mauro Bellaluna, 43 anni, di Alliste, difeso dall’avvocato Andrea Cera. Cadono, poi, tutti i reati associativi contestati ai principali indagati nell’inchiesta che ha fatto luce su un giro di usura alimentatosi in una torbida triangolazione: ambienti criminali, banchieri compiacenti, commercianti vittime finite sotto il cappio di spietati cravattari. Tanto che il gip si allinea con i desiderata della Dda disponendo un’ordinanza di archiviazione “per le ragioni analiticamente esposte dal pm Valeria Farina Valaori nella sua richiesta ritenute corrette in fatto e in diritto e, perciò, pienamente condivise”. Più nello specifico l’insussistenza dei reati associativi viene avvalorata da una serie di ragionamenti: ogni protagonista della vicenda avrebbe agito nel proprio esclusivo interesse senza coinvolgere altri soggetti; nei casi in cui la vittima abbia avuto in corso contemporaneamente più interessi usurari tra i diversi creditori si sarebbe instaurato una sorta di competizione; vi sarebbe stata, inoltre, una pluralità di centri di interesse dediti all’attività usuraria – tra i quali quello dei fratelli Persano – assolutamente frastagliati talvolta anche contrapposti e concorrenti incompatibile con i connotati dell’associazione.

Il decreto di archiviazione (in determinati casi per alcuni reati e singole contestazioni) è stato esteso anche per i fratelli leccesi Fabio e Stefano Persano (difesi dall’avvocato Francesco Spagnolo) per i quali sono caduti i reati associativi come già stabiliuto dal Tribunale del Riesame. Questo perché non sarebbe mai stata rilevata la presenza di una cassa comune in cui (secondo le indagini dei carabinieri) sarebbero confluiti i soldi dell’illecita attività. Decreto di archiviazione anche per Giacomo Macchia, 53, di Conversano, vice direttore di una filiale di banca; Pasquale Briganti, detto “Maurizio”, 50 anni, di Lecce; Saverio Caragnulo, 60, di Campi Salentina; Giuliana Chiarappa, 47 anni, di Conversano; Francesco Chiarappa, 43 anni, di Conversano; Vitantonio Chiarappa, 39 anni, di Conversano; Stefano Congedo, 54, di Lecce, già direttore di banca; Cosimo Laneve, 36, di Monteiasi; Oronzo Persano, 61 di Lecce; Egidio Steven Saracino, 38, di Martina Franca; Fatjon Tanushi, 33, di origini albanesi ma residente a Martina Franca; Antonio Tortella, 58, di Martina Franca; Carmen Blago, 45 anni, di Lecce; Antonio Briganti, 55 anni, di Lecce; Pierpaolo Calabrese, 50, di Lecce; Paolo De Flaviis, 41 anni, di Pescara.

Poi ancora: Adriano Laneve, 36, di Monteiasi; Federico Lattante, 27, di Lecce; Sergio Leggieri, 59, di Lizzano; Rosalba Martano, 56, di Lecce; Giorgio Rizzo, 53, di Surbo; Filippo Scalici, 56, di Lecce; Cosimo Sperti, 70, di Casarano; Benedetto Scippa, 54, di Lecce; Giuliano Persano, 60, di Lecce; Maurizio Persano, 57, di Lecce; Ivo Venturi, 56 anni, residente a Fiano Romano; Maurizio Orsini, 62, di Castellana Grotte, in qualità di direttore di banca; Alessandro Fago, 48, di San Pietro Vernotico; Remigio Garrafa, 47, di Lecce; Massimo Paladini, 57, di Arnesano; Gianfranco Pati, 59, di Monteroni; Mario Lagonigro, 73, di Lecce; Maurizio Marzo, 51, di Surbo; Mariangela Gravili, 45, di San Donaci; Elisabetta Rolli, 45, di Veglie; Mauro Voi, 53, di Brindisi; Fabio Persano, 52, di San Donato; Stefano Persano, 46, di Lecce; Antonio Alvaro Montinari, 48, di Lecce; Giacomo Mario Profilo, 70, originario di Campi Salentina ma residente a Parma.

Infine: Paolo Tamborino, 53 anni, originario di Maglie ma residente a Roma; Stefano Profilo, 44, di Novoli; Emanuele Giuseppe De Vita, 48 anni, di San Pietro Vernotico; Antonia Anna Profilo, 67, di Lecce; Carmela Profilo, 43, di Campi Salentina; Dionira Profilo, 41, di Lecce; John Salvatore Tauro, 53, di Campi Salentina; Sergio Caroppo, 53, di Lecce; Giuseppe Bolognese, 47 anni, di Lecce; Antonio Caroppo, 59, di Castrì; Damiano Caroppo, 54, di Lecce; Massimo Caroppo, 51, di Lecce; Lucio Riotti, 54, di Carmiano; Andrea Paglialunga, 40, di Aradeo; Santo Paglialunga, 70, di Aradeo; Luigia Greco, 49, di Aradeo; Domenico Laneve, 59, di Monteiasi; Marco Paglialunga, 37, di Aradeo; Tiziana Paglialunga, 41, di Aradeo; Livio Biagio Carafa, 56 anni, di Nardò.

Il collegio difensivo è completato dagli avvocati Francesco Calabro, Antonio Savoia, Ladislao Massari, Federico Mazzarella De Pascalis, Laura Minosi, Giuseppe BonsegnaAlessandra Viterbo, Piero Coluccia, Massimo Muci, Salvatore De Mitri, Salvatore Greco, Luigi Rella, Maurizio Memmo, Umberto Leo, Stefano PatiLuigi Corvaglia, Italo Foggetti, Federica Conte, Salvatore Rollo, Paolo Cantelmo, Corrado Passabì, Giuseppe De LucaAlberto RussiPantaleo Cannoletta, Marco Pezzuto, Gabriele Valentini, Antonella Bernazza, Tiziana Marra, Mario Bortone, Paolo Farachi, Samuele Leo, Santo Guerrieri, Enrico Cimino, Michele Palazzo, Massimiliano Petrachi, Luciano Ancora, Giovanni Valentini.