Giuseppe Mighali, da tutti conosciuto come Pino Zimba, insieme a Uccio Aloisi è stato uno dei più importanti musicisti della tradizione salentina.

Nato ad Aradeo il 18 luglio del 1952, oltra a coltivare la passione per la musica, ha coltivato anche quella per la recitazione.

La sua strada nel mondo della pizzica salentina, in qualche modo è segnato sin dalla nascita, infatti anche il padre Francesco, è stato un talentuoso tamburelista e quindi, il giovane Giuseppe, sin da piccolo ha respirato la vera cultura della tradizione musicale apprendendone i segreti e le tecniche.

Il suo percorso artistico, in cui ha mescolato con sapienza magistrale tradizione e innovazione, lo ha portato a collaborare attivamente alla realizzazione di molte edizioni della “Notte della Taranta”.

A Pino Zimba si deve il merito di aver portato la pizzica in giro per il mondo perché con le sue melodie innovative, ha avvicinato a questa musica generazioni con età e gusti differenti, mettendosi a disposizione come insegnante e non tirandosi mai indietro di fronte a confronti e nuove sperimentazioni.

Come lui ha imparato dal padre, anche i suoi figli hanno imparato da lui, tanto che, insieme ad altri musicisti e sotto la sua guida, è nato il gruppo Zimbaria.

Quando il 13 febbraio 2008 è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari e dell’immenso pubblico che per anni lo ha seguito e amato, il feretro è stato accompagnato da decine di tamburrelli percossi a ritmo di pizzica e l’edizione di quell’anno della Notte della Taranta, è stata dedicata alla sua memoria.

Ma non solo, nel 2000 infatti, è stato protagonista di “Sangue vivo”, il film di Edoardo Winspeare, ispirato alla vita dell’artista, che narra la storia, di Pino e Donato, due fratelli il cui rapporto conflittuale si snoda tra il lavoro di Pino, il maggiore dei due, trafficante di vite e di sigarette, e la tossicodipendenza di Donato. Una storia cruda e appassionante che viaggia a ritmo del tamburello di Mighali e della sua band, l’Officina Zoè.

Il rapporto con Edoardo Winspeare non si ferma a “Sangue Vivo”, ma prosegue con “Pizzicata”, “Il Miracolo”, e una piccola ultima apparizione in “Galantuomini”, per cui collabora anche alla realizzazione della colonna sonora.

Nel 2005 partecipa a “Craj – Domani” di Davide Marengo e nel 2006 pubblica per Kurumuny edizioni, il libro “Zimba – voci, suoni, ritmi di Aradeo”, con allegato un cd contenente 23 canti registrati fra il 1976 ed il 1978.