Nelle campagne comprese fra Mesagne e Latiano si trovano i ruderi di un’antica città, probabilmente di origine messapica, consistenti in un muro di notevoli dimensioni. La gente del luogo la chiama Muro Tenente ma, secondo alcuni storici, dovrebbe trattarsi dei resti dell’antica città di Scamnum, distrutta dopo una violenta guerra con la vicina Oria. I reperti sembrano attestare un insediamento umano sino al IV secolo d.C., dopo si perde ogni traccia.

Si racconta che nell’area limitrofa, per la precisione in una zona denominata “La Squartata”, si sarebbero scontrati gli eserciti delle due città rivali, con esito favorevole a vantaggio degli Oritani che, per sfruttare al massimo il successo sul campo, inseguirono i nemici sin sotto le mura di cinta di Scamnum. Tuttavia non riuscirono ad entrare nella città a causa della tenace resistenza opposta dagli abitanti che, dall’alto delle mura, gettavano massi pesanti, vere e proprie piogge di frecce infuocate ed olio bollente sugli assedianti. A questo punto emerse l’intelligenza di un ufficiale oritano, il cui nome è andato perduto nelle nebbie del tempo, che in fatto di acume e genialità poteva tranquillamente competere con l’omerico Ulisse.

Questi consigliò ai suoi concittadini di simulare una ritirata e, nel contempo, di ferrare i cavalli con le staffe al contrario, in modo da convincere gli assediati circa una rinuncia alla conquista della città rivale. Il sotterfugio riuscì in pieno, poiché gli abitanti di Scamnum, credendo in un’effettiva ritirata del nemico, spalancarono le porte della città abbandonandosi ai festeggiamenti per lo scampato pericolo. Tuttavia, sul più bello., quando gli effetti delle abbondanti libagioni cominciavano a farsi sentire, gli Oritani ritornarono indietro, piombando sugli incauti abitanti di Scamnum e cogliendoli di sorpresa. Fu un massacro. La città fu presa e distrutta, quindi consegnata all’oblio della storia dal quale non sembra più venir fuori.

Sembra una leggenda, tuttavia tutte le leggende nascondono una celata verità storica …….

 

Cosimo Enrico Marseglia