MASSAFRA (Taranto) – Il presente racconto, più che una leggenda, è una storia vera, avvenuta in un preciso momento storico, che potrebbe tranquillamente fornire lo spunto per una sceneggiatura cinematografica o televisiva.

Nel 1801, in seguito all’accordo raggiunto fra il Re di Napoli Ferdinando IV e la Repubblica Francese, arrivò in Terra d’Otranto una forza di 12 mila soldati agli ordini del generale Soult, futuro maresciallo sotto l’impero di Napoleone. Una guarnigione fu stanziata nella cittadina di Massafra, al comando del capitano Doceth. La presenza dei militari francesi aveva destato, da un lato, nei massafresi maschi serie preoccupazioni, al punto da costringere i più a rinchiudere le proprie mogli in casa, dall’altro, avevano risvegliato grande curiosità e fantasie nelle donne, attratte dal rumore degli zoccoli dei cavalli che percorrevano in lungo e largo il paese.

Non si conoscono i motivi che spinsero il capitano Doceth a recarsi al convento delle Benedettine, anche se l’ipotesi più plausibile potrebbe essere quella di rifornirsi dei gustosi dolci di pasta di mandorla o, in alternativa, la necessità di approvvigionarsi di decotti e medicamenti, confezionati dalle suore. Tuttavia, una volta entrato fra le mura del convento, l’aitante ufficiale francese incontrò Suor Petronilla Tauro, proveniente da un’aristocratica famiglia di Castellaneta, nonché nipote dell’arciprete Vito Maria Magli. Nonostante i voti conventuali, fu amore a prima vista ed i due cominciarono ad incontrarsi in segreto, sin quando la madre badessa non si accorse della tresca e decise il trasferimento di Petronilla in un altro convento. Tuttavia, la giovane monaca ne approfittò per nascondersi in un carro entrato nel convento per portare le provviste per l’inverno, andando a nascondersi in una masseria nei pressi di Taranto dove il capitano Doceth si recava spesso a trovarla.

A questo punto scoppiò lo scandalo. Lo zio di Petronilla, il suddetto arciprete, si rivolse all’arcivescovo di Taranto che intervenne presso il generale Soult, affinché infliggesse una severa punizione al suo ufficiale. Il generale, a sua volta, si rimise al verdetto del Duca di Ascoli, Alto Commissario del Re Ferdinando in Puglia, di un rappresentante della Santa Sede, nonché dell’ambasciatore francese, che si riunirono a Napoli per analizzare la faccenda e prendere le opportune misure. Fu così che la storia d’amore fra Suor Petronilla ed il capitano Doceth divenne una questione di Stato.

Tuttavia, ben presto, i due amanti fecero sapere alle alte autorità militari, civili e religiose, di essere in attesa di un figlio, così il pontefice fu costretto a dichiarare lo scioglimento dei voti e, subito dopo, Suor Petronilla divenne Madame Doceth.

Dopo poco, in seguito al Trattato di Amiens, le truppe francesi lasciarono il Regno di Napoli per rientrare in patria e, fra esse, c’era anche Petronilla che sul suolo transalpino dette alla luce l’erede del capitano Doceth. Eppure, chissà quanti altri figli di francesi rimasero in Terra d’Otranto …….

 

Cosimo Enrico Marseglia