GALATONE (Lecce) – È fissato per il 12 maggio, davanti al gup Edoardo D’Ambrosio, il processo in abbreviato a carico di Giuseppe Marzano; Vincenzo Lanzillotto e Marco Colazzo, tutti di Galatone, accusati del tenatto omicidio del 20enne Dario Potenza nella notte tra il 10 e l’11 dicembre all’esterno di un bar del paese. La persona offesa, assistita dall’avvocato Luigi Casarano, si costituirà parte civile e per le conseguenze riportate dall’aggressione sta seguendo un percorso riabilitativo.

La vittima è viva per miracolo. Il 20enne è stato dapprima picchiato e poi accoltellato. Tre fendenti alla schiena. E solo grazie al provvidenziale intervento di un sovrintendente della polizia che si affacciò dalla finestra di casa richiamato dalle urla il ragazzo non è morto dissanguato. “Se non fosse stato soccorso tempestivamente sarebbe morto per arresto cardiocircolatorio o per la copiosa emorragia interna dovuto alla lacerazione dell’aretia intercostale” rimarcava il gip nell’ordinanza.

Potenza venne trasportato d’urgenza con codice rosso prima presso l’ospedale di Gallipoli e poi al “Vito Fazzi” per la perforazione di un polmone, che comportò la perdina di ben due litri di sangue. A notte fonda, inoltre, subì un arresto respiratorio: fu salvato grazie al supporto di un rianimatore. Soccorritori e poliziotti si rivelarono decisivi nel salvargli una vita umana. Non dimostrarono lo stesso “coraggio” alcuni ragazzi che cercarono di avvicinarsi agli aggressori nelle concitate fasi del pestaggio ma furono allontanati da un semplice gesto con la mano da Lanzillotto a dimostrazione del suo carisma delinquenziale in paese.

Non collaborò neppure la vittima. Le dichiarazioni sulle motivazioni dell’aggressione e sui nomi sarebbero risultate palesemente omertose in ragione della pericolosità dei soggetti. Ad ogni modo all’identità dei componenti del branco sono comunque arrivati i carabinieri di Galatone, guidati dal comandante Riccardo Malerba, con la visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza che immortalarono i tre giovani agire a volto scoperto sprezzanti di potenziali testimoni e di occhi elettronici. Sul movente di così tanta violenza le indagini sono in corso. L’ipotesi più attendibile porta ad un regolamento di conti per traffici illeciti.

Alla luce dello stato detentivo e delle prove schiaccianti il pubblico ministero Francesca Miglietta ha chiesto e ottenuto dal gip Giulia Proto il giudizio immediato tramuta in abbreviato dagli avvocati dei tre imputati Roberto Tarantino, Roberto De Mitri Aymone e Ladislao Massari.