LECCE – La Commissione Tributaria Provinciale di Lecce – Sezione 1 – ha colpito ancora e affondato l’Agenzia delle Entrate, accogliendo il ricorso del 12/10/2016 dell’avvocato tributarista Maurizio Villani. È stato annullato l’avviso di accertamento nei confronti di una società per l’anno 2013 limitatamente all’IVA, per un importo totale di oltre  un milione e seicentomila euro.

In particolare, i giudici tributari leccesi hanno annullato l’avviso di accertamento Iva notificato ad una fonderia di Racale perché nelle fattispecie non era applicabile lo speciale regime fiscale del reverse charge, in quanto le operazioni di compravendita effettuate dalla società in questione riguardavano l’oro industriale avente purezza inferiore a 325 millesimi, come dimostrato dalla società con perizia giurata mai contestata dall’Agenzia delle Entrate di Lecce.

“Pertanto – spieganono i giudici – non solo è mancata la prova – che  incombeva all’Amministrazione finanziaria fornire – del presupposto di imposta, vale a dire che si trattasse di operazioni di compravendita di oro industriale avente purezza pari o superiore a 325 millesimi, ma vi è in atti la prova negatrice del presupposto stesso, essendo la merce, di cui alle fatture in contestazione, costituita da oro avente purezza pari a 307 millesimi”: quindi, inferiore al meccanismo di reverse charge. L’Agenzia resta a mani vuote: la cartella è stata annullata, quel calcolo dell’Iva non era giustificato.