di Julia Pastore

LECCE – L’impresa più grande per Fratelli d’Italia è quella di mandare in cantina l’idea del “partito carismatico”, il teorema del “partito non partito”, quella strana idea che si è affermata col berlusconismo: il partito fluido, che non ha struttura, ma pende dalla bocca del capo, anzi si identifica solo nella presenza scenica del leader, dietro cui tutti si accodano. Poi, però, il partito segue le sorti del capo e quando scompare quest’ultimo, finisce anche il resto. Il partito guidato da Giorgia Meloni, invece, vuole ricreare una comunità dialogante, dal basso verso l’alto, democraticamente, ma in maniera strutturata. La scuola è quella di An: oggi c’è voglia di riprendere quel cammino interrotto dalla “svendita sciagurata” di Fini. Insomma, c’è voglia di un partito vecchio stampo, secondo i militanti: serio, ma capace di dire cose nuove con uomini nuovi. Non è un caso che due giovanissimi come Roberto Giordano e Giorgio Pala siano diventati dirigenti nazionali: due leccesi molto attivi nella politica leccese, che sceglieranno i vertici del partito attraverso l’Assemblea nazionale di cui ora fanno parte.

“Nuovo simbolo e sfide prossime e future con nuova classe dirigente sul territorio e con incarichi nazionali” – annuncia il comunicato ufficiale. “Il Congresso nazionale di Trieste ha rappresentato una sorta di spartiacque tra quanto fatto in questi anni e quanto ci aspetta; abbiamo presentato il nuovo simbolo che richiama le radici della Destra nazionale proiettandosi nel futuro come forza innovativa di governo. D’altronde la Destra è per definizione tradizione e innovazione, concetti richiamati nel nuovo simbolo di Fratelli d’Italia con la fiamma che divampa e il tricolore dell’identità nazionale. Si va poi avanti col nome scelto da subito per il partito, che racchiude i concetti di famiglia, di appartenenza e di Patria. Con questo simbolo la rinnovata classe dirigente affronterà il percorso che ci apprestiamo a svolgere: a Lecce e in provincia abbiamo eletto i componenti dell’assemblea nazionale che rappresenteranno il Salento nelle scelte importanti anche a livello nazionale. E’solo il primo passo nella costruzione di una classe dirigente adeguata alla fase di crescita del partito che a Lecce sta registrando grande attenzione sul territorio e tantissime nuove adesioni. L’obiettivo, peraltro vicino, è che FdI sia rappresentato in tutti i 97 comuni della provincia”, dichiarano Signore e Congedo.

Presente anche la delegazione di Gioventù Nazionale con il presidente provinciale Donato Carbone. A rappresentare la provincia di Lecce in assemblea nazionale saranno: Pierpaolo Signore, Roberto Giordano, Giorgio Pala, Chiara Scalzi, Massimo Manca, Andrea Munno, Giovanni De Luca, Giuseppe Fracella, Michele Giordano, Erio Congedo. Presto arriveranno i congressi provinciali e i militanti si ritrovano, riflettono insieme ai propri referenti: c’è spazio e diritto di parola per tutti. Il partito avrà dei dipartimenti in cui si affronteranno diverse tematiche. Intanto, vanno avanti i preparativi per manifestazioni e incontri locali. Sara Durante ha presentato l’incontro previsto il 16 dicembre, nell’Opificio De Donno ad Alezio, in cui si parlerà della storia del Movimento Sociale Italiano e di Pino Rauti con Isabella Rauti e Nazareno Mollicone, che presenteranno il volume “L’Aquila e la Fiamma”: un evento nato dalla necessità di recuperare e approfondire la storia della destra in Italia.

“Non è un buon momento questo per la politica italiana, basti pensare che gli astenuti oramai si attestano spesso attorno al 50 per cento degli elettori – riflette Roberto Giordano – Quello degli astenuti è costantemente il primo partito d’Italia. Il target di chi decide di non andare alle urne è ben definito: parliamo principalmente di una fascia d’età tra i 18 e i 30 anni.  Ebbene, noi come Gioventù Nazionale, ma il concetto è esteso anche e soprattutto  alla classe dirigente in generale, abbiamo il dovere di parlare ai ragazzi, di rivolgerci ad una generazione che ha alle sue spalle il vuoto, un vuoto di idee e di valori. Una generazione tristemente orfana di contenuti. E’ giunto il momento di tornare a riempire la politica non solo di numeri. Solo così potremo riuscire a ridare ai giovani fiducia e prospettive evitando di consegnare il paese al qualunquismo dei M5S. Il contatto costante con i giovani rappresenta lo strumento migliore per condividere momenti di confronto sugli indirizzi da dare in futuro alla vita politica e sociale del nostro paese. I giovani non devono mai dimenticare che in un domani non troppo lontano saranno la nuova classe dirigente italiana”.

 

 

CONDIVIDI