
NARDO’ (Lecce) – La notifica del decreto ministeriale di chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace di NARDÒ – comunica in una nota Camera Civile Salentina – evitata negli ultimi mesi esclusivamente per l’impegno della nostra Associazione e per la disponibilità e sensibilità del Presidente della Corte d’Appello, non rappresenta certo una sorpresa, neanche nella tempistica, se è vero, come abbondantemente documentato dagli organi di informazione cartacei, televisivi e telematici – e dai continui aggiornamenti della nostra pagina facebook – che sempre lo abbiamo rappresentato come una vera e propria spada di Damocle.
Rispetto a tale provvedimento registriamo la volontà dell’Amministrazione Comunale di procedere alla sua impugnativa, anche perché, medio tempore ed in modo apprezzabile, il tavolo tecnico approntato dal Sindaco Mellone e dal nostro Presidente Donadei aveva raggiunto una concreta ipotesi di mantenimento funzionale del presidio di prossimità, con la collaborazione, diversificata, dei Sindaci degli altri comuni serviti da tale servizio. Lascia francamente attoniti – e di tanto ha parlato Donadei nelle scorse ore con Giardino – il provvedimento appunto del Presidente del Tribunale di Lecce.
Anziché tenere comunque conto della “proroga” delle unità ministeriali fino al 27 agosto, e delle ovvie esigenze, di natura pratica e logistica, che comporta un “trasloco” a Lecce di centinaia di fascicoli, e dunque prevedere un tempo congruo – il nostro Presidente aveva avanzato la richiesta di un paio di mesi – per tale trasferimento con modalità e tempistica ragionevoli, Egli ha disposto la chiusura “a far data dal 20 luglio”.
“Il dott. Giardino, cordiale e sereno, è stato tuttavia irremovibile sul punto” spiega amareggiato Salvatore Donadei, “e francamente non ne comprendo appieno il motivo visto che si poteva, e doveva, consentire un più agevole spostamento del materiale presente a Nardò verso il capoluogo, oltretutto considerando la proroga dei ministeriali concessa dal Presidente della Corte d’Appello DELL’ ANNA fino al 27 agosto, e l’imminente inizio del periodo di sospensione (feriale) dei termini processuali”, per tacere della (in)disponibilità degli uffici di Lecce ad accogliere in tempi così stretti le cause provenienti da Nardò”.
Va da sé che, nel caso di eventuale accoglimento del ricorso giurisdizionale che il Comune di Nardò ha annunciato di voler presentare, tutto sarebbe rimesso in discussione, ma i tempi tecnici per la discussione della istanza di sospensiva dovrebbero essere fissati per il prossimo mese di settembre.












