Sul finire del 1983 nei cinema italiani venne proiettata una pellicola intitolata “Wargames: Giochi di guerra”. La trama rappresentava di come un giovane e promettente hacker, volendo introdursi nel computer di una casa di videogiochi che stava per lanciare sul mercato alcuni nuovi prodotti, si trovasse casualmente ad entrare nel super computer della difesa aerea mondiale, ubicata nella base-fortezza del NORAD, attivando così mosse e contromosse tra americani e sovietici che rischiavano di portare il mondo ad una catastrofe nucleare fino a quando lo scienziato, costruttore del computer del videogioco, riesce alla fine a disinnescare il tutto ordinando al sistema di giocare a tris contro sé stesso. Al termine la sequenza riporta: “Vincitore Nessuno” ed il giovane hacker capisce che: “l’unica mossa vincente è non giocare”. A questo punto si interrompe la partita e lo scienziato invita l’hacker a giocare una partita a scacchi.

Il ricordo di quel bellissimo film di fantascienza mi è venuto in mente dopo quanto successo in Siria. In effetti ho molta difficoltà a rappresentare gli avvenimenti perché quanto accaduto si avvicina molto di più ad un Wargames, o giochi di guerra, che ad una azione che avrebbe potuto o ancora potrebbe portare l’umanità tutta a doversela vedere con una guerra nucleare. Infatti, sono pieno di dubbi e perplessità sulle dinamiche che hanno determinato questi atteggiamenti delle varie potenze e mi sembra davvero che ci troviamo ad essere parte di un gioco ancora incomprensibile per noi. Sappiamo tutti che lo scacchiere medio-orientale è in costante ebollizione e che è sempre con una miccia inserita pronta a far esplodere il detonatore che innesca la carica. Del resto  basta ricordare che in quella zona la situazione sul terreno registra:

GUERRA IN SIRIA da un quinquennio con circa 300.000 morti e circa 11.000.000 di sfollati con lo spopolamento di un paese che contava 25.000.000 di abitanti e con le inevitabili ricadute sull’Europa per quanto attiene a migranti e/o rifugiati;

ESPANSIONE ISIS con massacri sulle minoranze etniche, schiavizzazione delle donne, distruzione di siti archeologici, con una coalizione a guida USA che ha bombardato  Siria ed Iraq con scarsi risultati rispetto a quelli ottenuti da russi e curdi;

YEMEN crisi della quale si parla poco ma con eserciti stranieri schierati su parti contrapposti per antiche rivalità regionali;

TURCHIA che osteggia i curdi contro l’Isis per evitare di dover fare concessioni al PKK;

EGITTO non ancora stabilizzato anzi con una diminuita sicurezza nella zona del Sinai;

PALESTINA ed ISRAELE con la soluzione “due stati due popoli” definitivamente tramontata. E’ ovvio che in questa zona ci siano gli appetiti, per nulla legittimi, di potenze quali USA, Russia, Cina, Iran, Turchia, UK, Francia che vorrebbero accreditarsi come garanti della pace e della sicurezza.

Ora, a questo punto, iniziano le mie perplessità che, prive di ogni supporto ideologico, vi sottopongo alla lettura e che mi fanno pensare che i capi che hanno in mano le sorti del mondo o sono pazzi oppure stanno giocando alla guerra. Partiamo dalla base che è l’ONU. Ci viene detto ed ai giovani  viene insegnato a scuola che questo organismo, nato per mantenere la pace e formato da quasi tutti gli Stati del mondo, è deputato a stabilire o fornire la legittimazione ad un paese che, sentendosi offeso, intenda muovere guerra ad altro paese. Vi risulta che nella fattispecie l’ONU sia stata attivata da USA, UK e Francia nell’azione dimostrativa contro la Siria? A me non risulta. Come considerare questa dimenticanza? Personalmente ritengo che l’ONU non valga una cicca perché non ci possono essere paesi che si autoproclamino “gendarmi del mondo” altrimenti andiamo tutti a scopare il mare. Si è detto, e forse è vero, che in Siria siano stati usati i gas ma non si è precisato con prove da chi. Può darsi sia stato Assad, anche se la situazione bellica sul campo con lui vincente lo avrebbe fatto considerare un kamikaze, ed una informativa britannica del 2016, tenuta nascosta fino a quando il New York Times decise di pubblicarne il contenuto dal quale si evinceva che a partire dal 2014 e fino al 2016 lo stato islamico aveva impiegato per ben 52 volte i gas tossici. L’ultimo attacco col gas Sarin, proprio nella zona di Douma, ne ha fatto uso nella zona di Aleppo contro i curdi, come accertato dagli americani. In ogni caso, mi si dovrebbe spiegare come mai gli ispettori ONU vengono inviati in Siria per le dovute verifiche e la notte precedente al loro arrivo vengono sparati 103 missili per distruggere i magazzini contenenti i gas, o presunti gas? Certo è abbastanza strano questo comportamento anche alla luce del fatto che si dica che il bombardamento è stato chirurgico perché ha fatto solo tre feriti lievi, non è stato toccato alcun soldato russo, ma tutti erano a conoscenza che da ben tre giorni quelle basi erano state evacuate. Allora ci si spieghi se stiamo giocando alla guerra o se questa sia la verità. Intanto, con quel poco di conoscenza che mi rimane, dico che il centro di ricerche ed i magazzini di stoccaggio certamente erano vuoti perché, in  caso contrario, le esplosioni avrebbero provocato la dispersione nell’ambiente di gas nervini o di altri aggressivi chimici. Mi auguro che sia così perchè sarebbe veramente tragico scoprire, sia pure con ritardo, che vi sia ancora il gas nervino nell’aria.  Credo non ci sia perché il Sarin non perdona.

Dal punto di vista militare risulterebbe che ben 71 missili dei 103 lanciati siano stati intercettati dalla contraerea siriana. Se così fosse sarebbe stato un mezzo insuccesso a meno che, ipotesi da me ritenuta credibile, che si sia trattato di una necessità di “testare” la potenza di questi missili, vagliare la loro capacità distruttiva ed investire risorse per farne di più nuovi e deleteri anche alla luce del missile russo che attualmente sta preoccupando i generali della NATO dal momento che può muoversi alla velocità di 3.600 km/h, salire a 25 km.  e superare gli attuali scogli rappresentati dai radar. Ed allora è più verosimile ipotizzare che le multinazionali produttrici di armamenti stiano battendo cassa.

L’ultima novità risale ad 14 c.m. e dice che una commissione neutrale, in Svizzera, ha esaminato il gas relativo al caso della spia russa ed ha emesso il proprio verdetto identificandolo come gas BZ prodotto in UK ed in dotazione alla NATO.

Come detto in premessa questo attacco o è stato portato in maniera poco professionale, e mi rifiuto di pensarlo, oppure fa parte di un gioco nel quale ognuno non deve perdere la faccia. Trump deve consolidarsi al suo interno e cedere qualcosa ai suoi falchi del Pentagono, la May ha bisogno di dimostrare che l’Inghilterra c’è, Macron non vede l’ora di poter essere, in quanto unica potenza nucleare della UE dopo l’uscita dell’UK con la Brexit, il capo di questa tremebonda ed incapace Europa, Putin vuole dimostrare di essere l’unico capace di mantenere a freno Siria, Iran e Turchia per evitare le rappresaglie israeliane. E noi? Italianamente ondivaghi, condanniamo, ed è giusto, l’uso dei gas, non collaboriamo ai raid, altrettanto giusto, però diamo le basi ergo siamo considerati cobelligeranti senza fare la guerra. Speriamo che questo stato di tensione finisca presto e ci si renda conto che non si può e non si deve scherzare con il fuoco e non devono scherzarci proprio quelli che non hanno mai visto un fucile in vita loro e non conoscono nulla di gas nervini o di guerra chimica.  Speriamo di poter dire: “abbiamo scherzato”!

 

Gen. Mario La MAZZA

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