LECCE – “Si è svolta nel pomeriggio di ieri 16 maggio – commenta il Conapo Lecce – l’attesa riunione con il Prefetto di Lecce, attesa in senso stretto, vista la nostra richiesta dello scorso febbraio. Presenti alla riunione per il Conapo Lecce, il Segretario e il vicesegretario regionale, Cacciatore Gianni e Capoccia Massimo.

Il Prefetto ha esordito affermando che “… da tempo avevamo preso accordi (con il Comando VvF Lecce n.d.r.), ma volevo incontrare prima tutti i sindaci e la cosa ha comportato del tempo”.

Il Prefetto ha proseguito sottolineando che nell’incontro del pomeriggio di oggi con i 97 sindaci della provincia ha voluto corresponsabilizzare tutti gli enti sul problema degli incendi boschivi; ha convenuto con i sindaci per la preparazione di una bozza di ordinanza che verrà adottata da tutti i Comuni. Il C.te Ing. Bennardo  al riguardo ha aggiunto che si potrebbe adottare nell’ordinanza di prossima emanazione, a titolo indicativo per i Comuni, una scala di priorità delle zone da bonificare.

E’ inoltre obbiettivo del Prefetto quello di riorganizzare l’assetto strutturale della Protezione Civile in provincia, tra l’altro sollecitando nuovamente l’Assessore Regionale Nunziante all’utilizzo di un Centro Operativo Provinciale (C.O.P.), attualmente sito nel Comune di Campi Salentina, ma in futuro auspicabile nel Comune di Lecce.

Come Conapo, sindacato maggiormente rappresentativo del Comando Prov.le di Lecce, abbiamo voluto chiarire che il problema estivo degli incendi sterpaglie non va affrontato con la mera repressione, ma con un’opera di prevenzione a lungo termine ed una a breve termine. Nel primo caso è fondamentale attuare una politica di educazione generazionale che sdogani la pratica secolare di “pulizia dei campi” attuata attraverso l’accensione di fuochi nei campi. Questo obbiettivo è raggiungibile solo attraverso il coinvolgimento delle Associazioni di categoria ConfAgricoltori, Coldiretti, ecc… , attraverso pratiche di sensibilizzazione dei cittadini attraverso campagne d’informazione, non tralasciando le scolaresche. Un’iniziativa che non porterà risultati immediati, ma, in prospettiva, efficaci e duraturi. A tal proposito il Prefetto ha annunciato un progetto di Sicurezza Integrata caratterizzato dalla cooperazione tra pubblico e privato, un piano già allo studio per le Forze dell’ Ordine, ma che si vuole allargare al campo del Soccorso e quindi ai VvF.

Nel breve termine, invece, abbiamo ricordato il ruolo che ricoprono particolare rilievo, anche per supportare la stessa azione giudiziaria Vigilfuoco, le ordinanze sindacali, come già previste in premessa dallo stesso Prefetto.

Siamo poi passati a descrivere le problematiche prettamente operative dividendole in Regionali e Provinciali.

Pur ricordando senza divulgarci il problema legato ai mezzi VF vetusti e, argomento già trattato dalle altre OO.SS, abbiamo sottolineato l’anomalia dei mezzi “exCFS” dall’ anno scorso nella disponibilità della Direzione Regionale e mai distribuiti ai Comandi Provinciali, sollecitando S.E. il Prefetto ad un intervento risolutore. Lo stesso si è impegnato in tal senso.  Non abbiamo potuto esimerci a criticare aspramente l’ attuale apparato di soccorso regionale gestito in SOUP, definendolo inconsistente a causa delle numerose richieste di soccorso rimaste inevase; abbiamo sollevato il problema del ritardo dei tempi di risposta delle squadre di volontari della P.C. allorquando vengono investite di un intervento, proponendo tra l’atro l’organizzazione di addestramenti congiunti VVf-VVPC per una migliore cooperazione. Abbiamo dimostrato la nostra riconoscenza nei confronti del Prefetto per la sua opera di sensibilizzazione messa in atto ai fini dell’ apertura dei COP, conoscendone i problemi legati al conflitto d’interessi con la SOUP.

Per quanto concerne le problematiche locali abbiamo rimarcato l’inadeguatezza strutturale dell’ attuale Sala Operativa Provinciale VF che si trova a gestire nei 3 mesi, con soli 3 operatori per turno, circa 6000 interventi, che vogliono dire circa 20.000 chiamate di soccorso, senza dimenticare le comunicazioni radio ed altre incombenze gestionali. L’inadeguatezza riguarda anche le risorse umane sicuramente scarse se si considera l’aumento considerevole di presenze sul territorio provinciale durante i mesi estivi. A tal proposito il Prefetto ha ipotizzato una richiesta direttamente al Capo del Dipartimento Bruno Frattasi di implementazione di personale VF per i mesi estivi, sulla scia di quanto accade già da qualche anno per le Forze dell’ Ordine. Infine, pur riconoscendo l’impegno del nostro Comandante a dotare il personale di DPI per le vie respiratorie, abbiamo rimarcato l’assenza di attrezzature antincendio “leggere”  proprie per l’ AIB.

Vedremo se quanto da noi proposto porterà nell’ immediato (risorse umane e mezzi exCFS in particolare) e nel tempo (campagna di educazione generazionale) risvolti positivi.”