di Francesco Oliva

VEGLIE (LECCE) – Soldi in cambio di un incarico. E una bustarella sospetta trascina in carcere una giudice. Un vero e proprio terremoto si è abbattuto sulla giustizia salentina nel pomeriggio. In manette è finita la giudice onoraria della seconda sezione del Tribunale Civile Marcella Scarciglia, 44 anni, residente a Veglie. L’accusa è di concussione. L’arresto è scattato in flagranza ed è stato eseguito dagli agenti di pg della Polizia di Stato agli ordini del dirigente Antonio De Carlo. La giudice, uno dei 14 got in servizio presso il Tribunale Civile, è stata accompagnata in carcere così come disposto dal pubblico ministero di turno, il sostituto procuratore Paola Guglielmi, alla luce della gravità dei fatti e del ruolo professionale che la donna ricopre: di paladina e tutrice della giustizia la cui credibilità è stata macchiata da un’indagine tanto rapida quanto incisiva.

BLITZ IN CASA

L’arresto è scattato poco dopo le 16. Il perito ha raggiunto casa della giudice che vive a Veglie con i genitori. Un incontro programmato e concordato. E, con ogni probabilità, denunciato. Tanto che il perito, (regolarmente iscritto all’albo dei consulenti), si è presentato all’appuntamento con una bustarella tra le mani. All’interno i soldi: circa 1500 euro. Non era solo il perito questo pomeriggio. A debita distanza era seguito dai poliziotti. Gli agenti hanno atteso defilati che il consulente uscisse dall’abitazione per compiere il controllo. Una volta all’interno hanno sequestrato la busta trovata nell’immediata disponibilità della donna. All’interno c’erano i soldi in odor di mazzetta: per investigatori e inquirenti rappresenterebbe la “pistola fumante”, la prova in grado di avvalorare l’avvenuta concussione.

L’INTERROGATORIO

Marcella Scarciglia è stata identificata e accompagnata negli uffici della Procurina di via Calabria dove la giudice ha fornito la propria spiegazione in un interrogatorio andato avanti per circa un’ora. Confusa e scioccata la got ha precisato che si trattava del primo incarico affidato al perito relativo ad una perizia grafica. Le dichiarazioni, però, non hanno alleggerito la sua posizione. Anzi. Troppo gravi le accuse. Meritevoli per il pm della misura in carcere. La giudice, difesa dagli avvocati Giuseppe Corleto e Antonio Malerba, è stata accompagnata a Borgo “San Nicola” in attesa dell’udienza di convalida prevista nelle prossime ore davanti al gip Carlo Cazzella. Il fascicolo sarà ora trasmesso alla Procura di Potenza competente per i reati commessi dai magistrati salentini.

COMMENTO PRESIDENTE TRIBUNALE

“Apprendo da lei questa notizia” commenta a caldo il Presidente del Tribunale di Lecce Francesco Giardino, “sono stato in ufficio fino al primo pomeriggio ma non mi hanno comunicato nulla. Probabilmente domani verrò informato con una comunicazione ufficiale”.