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Scontro Emiliano – Lezzi su Tap: “Maleducato istituzionale!”. Lui replica: “Lei è ospite della Regione”

BARI – Galeotto fu l’appello a Di Battista su Facebook ideato da Michele Emiliano per lavorare insieme allo spostamento dell’approdo Tap da San Foca a Brindisi. Barbara Lezzi si sente scavalcata e aggredisce verbalmente il presidente della Regione Puglia in occasione della conferenza barese di questa mattina per il nodo ferroviario brindisino. Secondo Barbara Lezzi, Emiliano è un “maleducato istituzionale”, perché si rivolge a una persona che è vicina al movimento (Di Battista) ma non fa parte del governo ed è a “migliaia di chilometri da qui”. Il nervosismo della ministra del Sud negli ultimi giorni cresce: attaccata dai “No Tap” in Università mentre era col figlio di tre anni e continuamente sul banco degli imputati per la promessa che il Movimento 5 Stelle leccese aveva fatto durante le elezioni (bloccare a tutti i costi il Tap). Una volta al governo, però, sono spuntate fuori le difficoltà: ciò che sembrava facile oggi è “complesso”. È persino il presidente della Repubblica Mattarella spiega che “nulla osta” all’approdo del grande tubo.

Barbara Lezzi è inviperita col governatore che la snobba e va via senza concludere la conferenza. Le parole di Emiliano, che le ricorda che è ospite di un’istitizione e che non dovrebbe comportarsi così, la fanno imbestialire di più. La ministra fugge via. È sfuggente da quando è ministra anche con noi: non concede interviste, soprattutto sulla questione Tap. Ricorda un po’ le fughe del ministro Bray tra il 2013 e il 2014, quando a Telerama gli fu chiesto cosa intendeva fare il governo con l’approdo del gasdotto a San Foca. Non rispondeva e l’intervista finiva lì. Eppure Barbara Lezzi non dice che con Tap la vicenda è chiusa: oggi apre uno spiraglio e spiega che sta lavorando per risolvere la situazione. Sì, ma come? Intanto, da Forza Italia arrivano le critiche e si chiedono le dimissioni di Lezzi ed Emiliano.

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“Il ministro Lezzi ormai ha perso la pazienza, dopo la delusione per la contestazione dell’altro giorno è arrivato il litigio di oggi – attacca Paolo Pagliaro, dirigente nazionale di Forza Italia – Quello che è accaduto con il Governatore Emiliano è uno spettacolo indegno, un teatrino che ha messo in scena la peggior faccia della politica. Un litigio tra due persone che a caccia di consensi continuano a raccontare bugie. Dov’era Emiliano quando si decideva l’approdo e continuavano i lavori di Tap a San Foca? E ancora, la Lezzi ha ripetuto di voler bloccare l’opera e che queste non sono cose da risolvere con un post su FB: che faccia tosta. Proprio i grillini parlano? Proprio loro che hanno costruito il loro consenso sui social con una continua campagna denigratoria nei confronti degli avversari. Emiliano ha chiesto le dimissioni della Lezzi, suggerirei a entrambi di dimettersi, insieme, per dare spazio a persone capaci con le idee chiare”.

“L’altra faccia del populismo – inteso come visione politica tesa ad assecondare (soprattutto a parole) le aspettative dei cittadini per ottenerne consenso, qualunque esse siano – è l’incoerenza – intesa come impossibilità di mantenere impegni spudoratamente assunti per ottenere consenso, qualunque essi siano – rifletteva sul suo profilo ieri Carlo Salvemini, probabilmente riferendosi anche a M5S – Tacciare di incoerenza i populisti è come sorprendersi del caldo d’estate:
una manifestazione di ingenuità, una dichiarazione di ovvietà”. Polemiche a parte la questione Tap, con gli impegni presi tra nazioni, diventa un groviglio di interessi difficile da sbrogliare. Far capire agli elettori che con uno schiocco di dita si possa fare retromarcia non è mai conveniente (Di Battista promise di risolvere tutto in due settimane con M5S al governo), anche se in campagna elettorale, spesso, più che la realtà contano i sogni dei cittadini.

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LE PRECISAZIONI DI MICHELE EMILIANO DOPO LA CONFERENZA

La mia amministrazione è riuscita ad ottenere nel febbraio 2018 un finanziamento di 60 milioni di euro (fondi Cipe) per realizzare un’importante opera, il collegamento ferroviario tra l’aeroporto di Brindisi e le stazioni centrali di Brindisi, Lecce, Taranto. Quel collegamento porterà benefici enormi ai pugliesi di quelle tre province, perché potranno raggiungere l’aeroporto di Brindisi in treno, senza prendere l’auto, con vantaggi dal punto di vista di costi, tempi, rispetto dell’ambiente, servizi al turismo e all’economia. E infatti ha trovato ampia condivisione di tutti, Comuni, Regione, Ministero, cittadini.

Per fare in modo di non sprecare denaro pubblico è necessario coniugare questo intervento con un vecchio progetto del 2011, il cosiddetto progetto Shuttle (appalto contrattualizzato solo nel luglio 2017, per 26 milioni di euro), che è rimasto bloccato per anni a causa di ricorsi attivati dagli altri partecipanti alla gara e dalla indisponibilità dei suoli per la sua realizzazione. La Regione Puglia non ha alcuna responsabilità su questi storici ritardi, essendo il Comune di Brindisi la stazione appaltante.

 

È ovvio che da Presidente di Regione mi sto adoperando per realizzare la migliore opera possibile, più moderna e senza sprechi di denaro e suolo pubblici.  Stiamo facendo in modo, nel rispetto delle leggi, che il vecchio progetto venga rimodulato alla luce del collegamento ferroviario con l’aeroporto.

 

Questa la ragione della riunione odierna con il sindaco di Brindisi Riccardo Rossi, da poco eletto e che si sta adoperando  in collaborazione con la Regione per trovare una sintesi tra il vecchio progetto Shuttle di collegamento via bus e il nostro progetto di collegamento ferroviario, entrambi finanziati.

 

La ministra per il Sud Barbara Lezzi, invitata e presente oggi all’incontro, ha mosso delle accuse del tutto infondate alla Regione Puglia. La nostra amministrazione non solo non ha perso tempo, ma è riuscita ad ottenere 60 milioni di euro per il grande progetto del collegamento ferroviario dell’aeroporto di Brindisi. Il vecchio progetto 2011 è stato bloccato per cause del tutto indipendenti alla Regione Puglia. Non c’è nessuna incoerenza nel nostro operato perchè stiamo realizzando alla lettera il nostro programma di governo”. Lo precisa il presidente Michele Emiliano a margine della riunione fissata oggi a Bari presso la Regione Puglia, per discutere del collegamento infrastrutturale dell’aeroporto di Brindisi.

LA CONTROREPLICA DEL M5S

“Ringraziamo il Ministro del Sud per aver smentito il presidente Emiliano che, nel solito tentativo di agitare gli animi, aveva diffuso false intenzioni del Governo che, come confermato oggi da Barbara Lezzi, continua a ritenere TAP un’opera non strategica per il nostro Paese. Chi non ha mai fatto nulla per fermare TAP è, piuttosto, proprio Emiliano e la dimostrazione plateale è nel fatto che se l’avesse voluto fermare non avrebbe proposto di decarbonizzare ILVA…usando il gas di TAP! Fu proprio lui nel corso di una conferenza a Lecce ad affermare che “il gas ci serve” ed è vergognoso che continui a prendersi gioco dei cittadini per guadagnarsi qualche titolo di giornale. I fatti parlano chiaro: noi del gruppo regionale stiamo incalzando il governatore dal 2015 sul TAP suggerendogli di volta in volta le azioni necessarie a rallentare l’opera, nonostante ciò abbiamo incontrato in ogni occasione da parte del Governo regionale un ostruzionismo più che sospetto.

Il 10 dicembre 2015 in seguito a numerose indagini, scoprimmo numerosi profili di illegittimità attraverso cui il MISE era andato avanti su TAP nonostante i pareri contrari della Regione. In quella data invitammo la Regione Puglia amministrata da Emiliano, fino a quel momento rimasta completamente immobile, a depositare con urgenza un ricorso al TAR entro il termine del 19/12. Inutile dire che Emiliano lasciò scadere il termine senza fare nulla. Successivamente proponemmo ad Emiliano di presentare ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

Il 27 marzo 2017 siamo stati noi a dover scoprire che l’Avvocatura Regionale non aveva neanche ricevuto la mozione approvata dal Consiglio martedì 21 febbraio che chiedeva alla stessa di valutare la possibilità di impugnare la nota ministeriale che considerava legittime le autorizzazioni agli espianti degli ulivi. Il 27 ottobre 2017 poi abbiamo sfiorato il ridicolo quando una Regione guidata da un ex magistrato è riuscita a farsi giudicare inammissibile un ricorso su TAP dalla Corte Costituzione perché “sbagliato” in quanto difettava “dei necessari requisiti di attualità e originarietà”.

Il 26 settembre 2017 abbiamo presentato una mozione per proporre l’istituzione di una area SIC nel tratto di mare antistante le coste di Melendugno, al fine di contrastare il gasdotto. Mozione che è stata lasciata decadere e che abbiamo ripresentato il 9 marzo 2018 e che ancora attende di essere discussa in qualche cassetto del Consiglio regionale. L’arroganza e la prepotenza del governatore Emiliano è cosa ben nota ai pugliesi e a noi del M5S Puglia che da quando è stato eletto denunciamo la sua politica inconcludente fatta nei salotti televisivi e lontano anni luce dai problemi dei cittadini. Sotto il suo governo le funzioni del Consiglio regionale sono state completamente esautorate, abbiamo dovuto apprendere dai giornali perfino della chiusura di ospedali. Mai un minimo di condivisione delle scelte, nessuna traccia di partecipazione se non nel nome di una legge inutile che gli ha dato più potere di quanto non ne avesse già prima.

Un governatore che oggi si è arrogato il diritto di autoeleggersi padrone della Puglia, come le sue azioni autarchiche e senza un briciolo di condivisione dimostrano da tempo. Ma la Puglia è dei cittadini pugliesi ed oggi finalmente abbiamo sentito un vero ministro come Barbara Lezzi, a cui va tutta la nostra stima ed il nostro sostegno perché da sempre vicina ai problemi dei cittadini e del nostro territorio, ricordarlo allo showman Emiliano a cui non è rimasto altro da fare se non tacere. Per fortuna, il 2020 non è poi così lontano.

IL PRESIDENTE EMILIANO SCRIVE AL PREMIER CONTE

 

Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte per informarlo di quanto accaduto stamattina presso la Presidenza della Regione Puglia.

 

“Oggi si è svolto un incontro con la Ministra del Sud on. Barbara Lezzi, il Sindaco di Brindisi Riccardo Rossi e il sottoscritto per decidere di unificare due diversi progetti infrastrutturali per collegare l’aeroporto di Brindisi con la linea ferroviaria nazionale attraverso la stazione centrale di Brindisi. La riunione si è svolta regolarmente e regolarmente si è chiusa concordando sulla opportunità di armonizzare i due progetti. All’esito dell’incontro, che la Regione non aveva comunicato alla stampa in mancanza di indicazioni da parte della Ministra e che invece il suo Ufficio stampa aveva annunciato, si è svolta una improvvisata conferenza stampa”.

 

“La prima domanda ha riguardato il gasdotto TAP – prosegue Emiliano – A questo punto la Ministra, approfittando della domanda, si è scagliata contro il sottoscritto per le posizioni assunte anche recentemente sul gasdotto. La violenza verbale con cui la Ministra si è rivolta al sottoscritto come documentato ampiamente dalle principali testate giornalistiche presenti e l’assoluta incoerenza del contenuto dell’attacco rispetto al tema dell’incontro appena terminato, costituiscono a mio parere una grave violazione dei doveri della Ministra in quel momento ospite della Presidenza della Regione. Non soddisfatta di tale incongrua esibizione, la Ministra, contestando la mia personale posizione in merito alla ineluttabilità della realizzazione del Gasdotto TAP,  ha sostenuto che lo stesso non sarà mai realizzato, contraddicendo gravemente in questo modo la posizione politica sulla realizzazione dello stesso gasdotto, di recente espressa dal Suo Governo per voce del Ministro degli Esteri Moavero alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella nella recente visita di stato in Azerbaijan. Le trasmetto la completa registrazione della conferenza stampa per Sua opportuna conoscenza e per le Sue valutazioni. Le assicuro che questo sia pur grave incidente istituzionale in nulla scalfisce la volontà della mia amministrazione di collaborare col Suo Governo in adempimento dei nostri doveri costituzionali”.

 

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