Foto repertorio

MARTANO (Lecce) – Un cittadino rumeno ha prima picchiato la convivente ed il figlio poi, all’arrivo dei carabinieri, è fuggito dal balcone per poi trovare “rifugio” in un pozzo, cercando così di evitare i guai. Tutto inutile: recuperato grazie all’intervento dei vigili del fuoco, è poi finito in manette ed è stato ristretto in carcere.

Il protagonista è un 44enne originario della Romania – A.I.B. le sue iniziali – arrestato dai carabinieri della stazione di Martano. Come è stato poi accertato dai militari, intervenuti su segnalazione delle vittime, l’uomo sarebbe piombato nell’abitazione della donna e del figlio dopo essere evaso dagli arresti domiciliari, cui era stato confinato dallo scorso marzo per maltrattamenti in famiglia, tentata estorsione e violazione di domicilio.

Giunto in casa delle vittime, dunque, le avrebbe picchiate per poi impossessarsi del cellulare della donna, rimuovere la sim e scagliare lo smartphone contro il muro.

Fuggito inizialmente sul balcone di casa, il rumeno ha quindi raggiunto una cisterna di 5 metri, all’interno della quale si è rifugiato per sfuggire alle manette.

Sul posto nel giro di pochi minuti sono arrivati anche i vigili del fuoco di Maglie, che hanno recuperato dal pozzo l’uomo, poi affidato ai carabinieri ed arrestato. Sia la donna che il figlio hanno dovuto fare ricorso alle cure del pronto soccorso: il ragazzo avrebbe rimediato una frattura alla mano destra. Per il 44enne, come detto, si sono aperte le porte della casa circondariale di Lecce.