ARNESANO (Lecce) – L’improvvisa esplosione nella fabbrica di fuochi e poi il crollo, che ha travolto due operai, uccidendo il più giovane di essi – il 19enne Gabriele Cosma – figlio del proprietario della ditta.

È il tragico bilancio dell’infortunio sul lavoro avvenuto in mattinata, attorno alle 8.30, all’interno dell’azienda “Fratelli Cosma” che produce fuochi pirotecnici, situata in contrada “Palombo”, lungo la provinciale che collega Arnesano con Carmiano.

Sul posto, dopo l’allarme, sono intervenuti i soccorritori del 118, i vigili del fuoco ed i carabinieri della Compagnia di Lecce, che dovranno ora ricostruire l’accaduto insieme agli artificieri dell’Arma, al personale della Scientifica del Nucleo Investigativo e agli ispettori dello Spesal, accorsi per verificare se fossero rispettate tutte le norme previste in materia di sicurezza sui posti di lavoro.

Stando ad una prima ricostruzione dei fatti, il giovane e l’altro operaio si trovavano all’esterno dell’azienda, quando una fiammata – divampata per cause in corso di accertamento – ha innescato la violenta esplosione all’esterno della fabbrica di fuochi pirotecnici, dove era stata accumulata della polvere da sparo umida per essere asciugata dal sole.

In seguito all’esplosione, nell’azienda è anche divampato un piccolo incendio, che i “caschi rossi” hanno provveduto subito a domare, nonché il crollo di parte della struttura. Purtroppo, per il 19enne non c’è stato nulla da fare: troppo gravi le ustioni causate dalle fiamme.

L’altro ferito, Gianni Rizzo, carmianese di 41 anni, è stato invece trasportato con codice rosso alla volta dell’ospedale Perrino di Brindisi a causa delle ustioni riportate su tutto il corpo. Dei fatti è stato informato il pubblico ministero di turno Stefania Mininni; sul posto anche il procuratore aggiunto Elva Valeria Mignone.