I fatti, ovvero gli avvenimenti, sono quelli che determinano la realtà e, al momento, la realtà ci dice in modo inequivoco che il Lecce c’è, che non è solo un caso che occupa quella posizione preminente di classifica, che le prestazioni, ovviamente non sempre al top come è consuetudine in serie B, sono  state sempre  più concrete e che, quindi, hanno quasi sempre legittimato il risultato.

Man mano che il campionato, giornata dopo giornata, sta scandendo il suo cammino, ci si rende conto dei grandi miglioramenti che questa squadra sta evidenziando, miglioramenti che attengono al gioco, all’adattamento alla fatica, alla capacità di saper soffrire senza perdere la propria identità, al suo altruismo. Ne consegue che, pur con la dovuta cautela che esige il gioco del calcio, specie in questa categoria, si debba poter dire che il Lecce possa e debba competere con i famosi big della categoria fino alla fine, qualunque possa essere il risultato finale. Le ultime prestazioni, infatti, ci hanno fatto intravedere una squadra molto determinata ed accorta, una crescita identitaria costante, a partire dal nostro tecnico cui va il riconoscimento di aver cominciato anche lui ad avere più autostima. Può darsi che mi sbagli, ma sei o sette partite fa, con la squadra in vantaggio per 1 a 0, avrebbe sostituito l’ottimo Falco con un difensore, mentre ieri ha sostituito il citato Falco con una punta vera e lo stremato La Mantia con altra punta, Dubickas, che purtroppo non ha risposto come si doveva al tecnico che gli aveva dato fiducia. Certo, per un tecnico quello delle sostituzioni è un momento decisivo ma, certamente, se vincendo sostituisco un trequartista con una punta, do un segnale chiaro rappresentando all’avversario che non lo temo, anzi! Ecco, anche da questi piccoli particolari si può intravedere un cambiamento di mentalità. Sicuramente questo è dovuto all’irrobustimento della difesa con l’inserimento del Lucioni che in alcuni momenti mi è sembrato degno del miglior Bonucci e che ha contribuito a far crescere le prestazioni di Meccariello, dimostrando che con il recupero fisico di tutti le prestazioni sono cresciute in proporzione.

Chissà, forse la svolta è avvenuta a Pescara ove, pur perdendo, il Lecce ha preso tanta autostima della quale non si era intravisto nulla nei precedenti incontri. E’ vero che a Cosenza c’è tato qualche sbandamento ma, cari amici, qui siamo di fronte ad una neo-promossa che ha già conseguito la quarta vittoria esterna, e questo non sarà certamente un caso.

Anche se i risultati alimentano le più alte ambizioni, è giusto ricordare che la dea Eupalla ha voluto omaggiare il Lecce proprio al 35° minuto con la rete di La Mantia quando l’entusiasta tifoseria al seguito srotolava lo striscione che ricordava i due grandi difensori, Lo Russo e Pezzella, morti proprio trentacinque anni fa. Anche questa coincidenza è servita alla squadra in campo che ha giocato con un “furore” certamente un po’ straordinario. Ha ragione Liverani quando afferma che, guardano la classifica, i giocatori devono essere orgogliosi perché i risultati sono tutti meritati e che sono frutto di impegno, sacrificio e professionalità.

Che dire del Carpi? Forse la posizione in classifica non è rispondente alle capacità della squadra ma che vogliamo fare? Questo è il bello del calcio di serie B!

Chissà come sarà il Perugia ma lo constateremo il prossimo turno sperando che questa nuova autostima del Lecce continui ed allora tutti i traguardi potrebbero essere alla sua portata.

Mario La Mazza