di Flavio De Marco

Una coincidenza ancestrale: il giorno in cui il Lecce ricorda i beniamini Lorusso e Pezzella, c’è il trionfo sontuoso a casa del Carpi. Non solo, si guarda la classifica con speranze ed aspettative “altre”, rispetto alle previsioni ottimistiche di inizio campionato. Il Carpi di Castori mette in campo Colombi; Pachonik, Poli, Buongiorno, Pezzi; Jelenic, Mbaye, Pasciuti, Piscitella; Concas; Mokulu. Mister Liverani col suo 4-3-1-2 di partenza schiera Vigorito; Venuti, Lucioni, Meccariello, Calderoni; Armellino, Petriccione, Scavone; Mancosu; La Mantia, Falco.

Il Lecce di fronte ad un pubblico di tutto rispetto, in trasferta, ben 2200 i tifosi, parte subito bene: Falco e Armellino mettono in apprensione i padroni di casa propiziando una serie di calci dalla bandierina, un forcing che pare essere martellante ed incisivo. Mancosu al decimo minuto sfiora il palo con un tiro da fuori e Falco sfodera le sue qualità di fantasista impegnando la retroguardia del Carpi. Mokolu e Mbaye si trovano di fronte un impeccabile Lucioni che anticipa e fa ripartire i giallorossi: anche Pachonik prova una conclusione, ma, Vigorito c’è.

La svolta per il Lecce arriva proprio quando i supporter espongono lo striscione: “Ciro e Michele, patrimonio di questa città”. Falco e Armellino preparano un pallone invitante per La Mantia che da vicino non si fa pregare, il suo diagonale si insacca alle spalle di Colombi. Carpi-Lecce 0-1. Prima della fine della primo tempo, il Carpi cerca di reagire con qualche azione insistita, però, il Lecce chiude bene e non lascia spazi. Il Carpi si gioca qualche carta nella ripresa: Castori inserisce Arrighini al posto di Piscitella, dando maggiore forza al reparto offensivo. Concas si rende pericoloso dalle parti di Vigorito e più tardi Pachonik si scontra col muro della difesa del Lecce. Al minuto cinquantacinque è Falco che crea la “superiorità” numerica” e mette scompiglio nell’area carpigiana: l’estremo difensore del Carpi blocca una “spizzata” di testa dell’ottimo Armellino. Al sessantaseiesimo Falco lascia il posto a Palombi, l’undici di Liverani prende un pochino di respiro nella fase di contenimento.

Il Lecce riesce a mantenere gli equilibri e Concas cerca di romperli con uno stacco di testa che termina a fil di palo. I minuti scorrono e Liverani mette dentro Tabanelli e Dubickas al posto di La Mantia e Armellino. Mossa azzeccata che taglia letteralmente le gambe al Carpi: i padroni di casa non pungono più e vengono bloccati in ogni reparto. Finisce 0-1 per i salentini che hanno conquistato, meritatamente, il secondo posto. Difficile, davvero difficile con questo scenario, parlare, solo, di obiettivo salvezza.