LECCE – Si è tenuto nel tardo pomeriggio di ieri presso Palazzo Carafa il convegno “Tuteliamo l’Ambiente” organizzato dall’Assessorato all’Ambiente del Comune di Lecce e dall’Associazione Malati Ambientali e IdeAzione per affrontare il tema di tutela della salute e dell’ambiente.

Scopo dell’incontro è stato raccogliere informazioni e focalizzare l’attenzione sulle malattie ambientali cosiddette invisibili, figlie del diffuso livello quotidiano di tecnologia nel quale siamo immersi oggigiorno.

Risoluto e conciso l’intervento sul tema da parte del dottor Giuseppe Serravezza, chirurgo oncologo e responsabile medico presso LILT sezione provinciale di Lecce.

“Oggi il tasso di guarigione dal cancro è quasi raddoppiato rispetto al passato” ha spiegato lo scientifico. “Il problema è che tale tasso è stato accompagnato da un’esplosione dell’incidenza di questo male. Si definiscono sempre di più le cure, dimenticando però di porre l’attenzione soprattutto sulle cause che lo scatenano”. Al tavolo del convegno, moderato dal giornalista Davide Stasi, il medico ha spiegato come alla base della cronicità delle malattie spesso ci siano cause legate a fattori esterni. Dove viviamo, di cosa ci nutriamo, l’acqua che utilizziamo. L’esposizione inconsapevole ad un ambiente contaminato ottiene risultati ingestibili sull’uomo e sul proliferare delle infezioni. I flussi continui di elettrosmog a cui siamo soggetti producono effetti ancora oggi difficili da spiegare dal punto di vista scientifico. Eppure generano modifiche fino al nostro DNA, rischiando così di infettare intere generazioni che verranno.

Durante l’incontro è stato affrontato il problema della sensibilità chimica multipla, patologia moderna. Adriano Anglana, medico chirurgo, ha condiviso a riguardo la relazione Malattie ambientali: come i fattori ambientali influiscono sui sintomi nei diversi individui. Suddetta malattia si manifesta nell’insorgere di disturbi a carico di più apparati in simultanea, in soggetti a contatto con sostanze chimiche presenti nell’ambiente. “Le malattie ambientali si possono prevenire adottando buone pratiche per la pulizia dei nostri ambienti pubblici e domestici” ha dichiarato Anglana. Sono stati presentati poi in maniera dettagliata ed esplicativa i sintomi della “giovane” malattia.

“Sensibilizzare la cittadinanza ai continui rischi a cui siamo soggetti e programmare interventi incisivi per la tutela della salute di tutti”. Queste le parole dell’assessore all’Ambiente Carlo Mignone, che ha parlato di un’amministrazione cittadina volta al confronto per il meglio agire sulla questione.

“Per affrontare la polemica del momento sull’avvento del 5G in Italia verrà convocato un tavolo con chi di dovere e porteremo alla riflessione chi considera tale questione solo come un nostro no al progresso”, ha aggiunto l’assessore, parlando dunque di una lotta contro il tempo.

Perché il tanto discusso 5G, l’upgrade del più noto 4G per intenderci, permetterà prestazioni e connessioni sempre più veloci, rendendoci ancora più connessi, se ancora fosse possibile. Un nuovo network di tecnologie si muoverà sulle nostre teste, portando con sé ulteriori rischi e danni all’ambiente, oltre che aggiungere infiniti campi elettromagnetici al nostro vissuto quotidiano.

“C’è necessità di diffusione di terapie elettrodesensibilizzanti, che aiutino a ridurre l’impatto dei campi elettromagnetici sugli essere umani” ha concluso in conference call Maurizio Martucci, giornalista e autore di numerosi libri di inchiesta su vicende contemporanee come questa.

Perché la necessità di conoscere l’elettrosensibilità e di disintossicarsi in quest’Era Elettromagnetica diventi sempre più diffusa e arrivi alla conoscenza consapevole di tutti.

 

Chiara Rosato