MERINE (Lecce) – Domenica, 20 gennaio in occasione della ricorrenza di San Francesco di Sales, patrono degli operatori della comunicazione sociale, l’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali ha programmato l’annuale Festa dei giornalisti della diocesi di Lecce e del Salento. L’appuntamento è fissato nella nuova chiesa parrocchiale di Merine dedicata ad un grande maestro di comunicazione, San Giovanni Paolo II.

Alle 11, dopo i saluti del vicepresidente regionale dell’Ordine dei Giornalisti Serena Fasiello, il decano dei giornalisti leccesi, Elio Donno, proporrà una breve riflessione sul tema del Messaggio di Papa Francesco per la prossima Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali che si celebrerà il 2 giugno: “Dalla community alla comunità”. Alle 12 avrà inizio, invece, la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo metropolita Michele Seccia. L’invito alla partecipazione è rivolto a tutti gli operatori della comunicazione della diocesi e dell’intera provincia e alle loro famiglie. Sarà disponibile per i bambini il servizio di baby-sitting.

Pubblicato il 29 settembre dalla sala stampa della Santa Sede, il tema scelto da papa Francesco per la ‘Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali del 2019’ è “Siamo membra gli uni degli altri (Ef 4,25). Dalle community alle comunità.”

Tema di grande attualità che sottolinea l’opportunità, se non l’urgenza, di restituire alla comunicazione una prospettiva fondata sulla centralità della persona, in relazione e interazione con gli altri. La comunicazione diviene quindi opportunità di dialogo. Non aride connessioni virtuali, ma incontri reali che portano alla conoscenza dell’altro, in un rapporto di reciprocità.

Non risposte affrettate, autocelebrative, espressione, spesso, di un solipsismo comunicativo.

I vari social network devono divenire luoghi ricchi “di umanità, non una rete di fili ma di persone umane”.

Ne consegue l’impegno di tutti gli operatori della comunicazione nella costruzione di una ‘rete’ intesa come “comunità solidale che implica la costruzione di un noi, fondato sull’ascolto dell’altro, sul dialogo e conseguentemente sull’uso responsabile del linguaggio”.