Alla fine di un anno che è giusto definire fantastico, il Lecce si ritrova a giocare la sua millesima partita in serie B su un campo esterno, piuttosto difficile da espugnare, contro una squadra che, dei suoi 26 punti totali realizzati, ne marca ben 18 nello score casalingo.

Ma, per non far venir meno l’entusiasmo che ha connotato il 2018, il Lecce chiude con un risultato molto positivo che può darsi abbia lasciato l’amaro in bocca a qualcuno ma che, nel contesto generale deve, dico deve, essere considerato come molto positivo e che serve a prolungare la serie di risultati positivi lanciando questa squadra in un’orbita che nessuno poteva prevedere ad inizio di torneo. Questo sta facendo perdere, a mio modesto parere, il senso del reale proprio a coloro che dovrebbero essere i massimi custodi del realismo e così si sente ripetere fino alla noia di quanti punti si possono essere persi per strada, di quante decisioni arbitrali potrebbero aver influito su questo e come questo possa influire sui calciatori.

Certo l’avvio di partita con lo Spezia faceva presumere che il Lecce potesse avere un atteggiamento quasi timoroso mentre non si teneva conto di come lo Spezia stesse giocando al massimo dell’intensità agonistica proprio per sorprendere il Lecce riuscendovi però soltanto con un calcio di rigore gentilmente concesso da Petriccione che interrompeva istintivamente un passaggio, che voleva essere filtrante, con una manina allungata verso la palla. Rigore sacrosanto che, però, ha mortificato Petriccione che da quel momento ha evidenziato ancor di più la sua difficile giornata agonistica. Ma il Lecce non si è disunito anzi, è rientrato nella ripresa con la determinazione agonistica e tecnica (ingressi di Falco e Pettinari al posto degli spenti Petriccione e La Mantia) che ha ristabilito il giusto risultato che mantiene il Lecce al secondo posto.

Sì secondo posto perché non posso non far notare agli amici lettori che il Lecce, unitamente al Perugia, è squadra che ha disputato otto incontri casalinghi e dieci esterni e che non sta scritto da nessuna parte che l’incontro casalingo debba essere considerato perso per cui la squadra debba avere solo 30 punti quando invece i punti potrebbero essere 31 o 33. Il  meno 4 in media inglese la pone giustamente al secondo posto insieme a Brescia e Pescara. Questa divagazione statistica solo per ricordare di quanto sia strana la serie B per la quale un punto in più o in meno possa far passare da un secondo posto ad un quinto e condizionare un’eventuale promozione diretta.

Sento parlare, ormai con maggiore convinzione, che al mercato di gennaio si faranno le spese che cercheranno di inserire un giocatore per ogni reparto (difesa, centrocampo ed attacco). Mi auguro solo che le scelte siano oculate e che non destabilizzino quanto fortunatamente ottenuto finora. Capisco che la programmazione sia stata oculata ma, onestà intellettuale vuole che si dica non essere stata fatta per essere secondi al termine del girone d’andata ergo si deduce che bisognerà stare con gli occhi molto aperti e bisognerà eventualmente innestare persone che abbiano gli attributi giusti per la categoria piuttosto che, magari rilevanti doti tecniche, non supportate da quelle mentali ed agonistiche.

Questo è il mio personalissimo auspicio che non si debba, a partire dalla prossima con il Benevento il 20 gennaio, rimpiangere quello che c’era prima. Come potete valutare le difficoltà per questa dirigenza, molto meritevole finora, cominciano proprio ora.

Per adesso, Buon Anno a tutti!

Mario La Mazza