LECCE – Ieri, verso le 19, un detenuto ha cercato di impiccarsi con i lacci delle scarpe all’interno del bagno della cella della sezione infermiera lati C. Il giovane detenuto, che ha problemi di tossicodipendenza, aveva architettato un sistema che provocava ulteriore strozzamento se si apriva la porta. Solo l’intervento della polizia penitenziaria ha impedito il peggio: sono stati tagliati velocemente i lacci e un primo intervento per riamimare l’uomo. Il detenuto ha approfittato di un momento in cui il poliziotto stava facendo le operazioni di rito per l’immissione all’ora d’aria.

“Lavoriamo in condizioni massacranti, ma non ci perdiamo mai d’animo e siamo pronti a salvare la vita di un uomo disperato, come è accaduto ieri. Spero che il nostro collega guadagni qualche medaglia per la sua prontezza” – ha commentato il vicesegretario regionale Osapp, Ruggiero Damato.

“Se oggi non commentiamo l’ennesima tragedia dietro le mura di un carcere è perché a Lecce c’è un servizio di Polizia Penitenziaria attento, preparato, altruista e pronto persino al rischio -puntualizza Cristian Sturdà, segretario cittadino di Forza Italia –  È di poche ore fa la notizia di un tentato suicidio evitato nel carcere di Borgo San Nicola, dove un detenuto ha tentato di impiccarsi improvvisamente.

Solo la prontezza e il coraggio degli agenti in servizio hanno evitato il drammatico epilogo. Purtroppo non è la prima volta che simili atti si registrano nelle nostre case circondariali e quest’oggi non possiamo far altro che complimentarci con i valorosi responsabili della sicurezza per la temerarietà dimostrata.

Diventa sempre più problematica e seria la situazione nelle carceri italiane, salentine soprattutto. Agli agenti di Polizia Penitenziaria va, ancora una volta, il nostro sostegno e il nostro incoraggiamento, ma le parole iniziano forse a non bastare più. Dietro alle sbarre c’è una realtà che ogni giorno diventa sempre più triste e problematica, con continue emergenze dovute al sovraffollamento, alla base delle tante situazioni di violenza e di esasperazione che siamo costretti a leggere troppo spesso.

Il grado di civiltà di un Paese si misura da quello che si respira nelle carceri, e in Italia il livello è assai basso”.

Garcin