LECCE – Ha preso a calci nell’addome la compagna, sino a procurare la morte del bimbo che la giovane portava in grembo. Ed ora è stato arrestato ed accompagnato in carcere. Si tratta di Sebastian Toksich, residente nel campo rom “Panareo”, sulla 7ter Lecce-Campi Salentina, arrestato dagli agenti della squadra mobile di Lecce con le accuse di maltrattamenti, lesioni personali ed interruzione di gravidanza in danno della convivente.

La triste vicenda ha registrato una progressione criminosa ed una continua escalation di soprusi e violenza da parte del 25enne nei confronti della giovane donna, in più occasioni picchiata, nel corso di un rapporto sentimentale burrascoso. In un’occasione, addirittura, l’uomo ha ripetutamente colpito l’addome con calci tanto – come detto – da provocarne l’interruzione della gravidanza.

A mettere in moto l’indagine è stata la convivente dell’uomo. Nello scorso mese di agosto, gli agenti hanno raccolto e valorizzato una denuncia insperata in uno scenario segnato da violenza e soggezione. Sulla scorta di accertamenti, riscontri, testimonianze, gli investigatori hanno raccolto una serie di elementi per poi inoltrare in Procura l’informativa finale. Il lavoro della polizia è stato integralmente condiviso dal pm che ha chiesto e ottenuto una misura cautelare in carcere a carico dell’uomo. Un provvedimento motivato dal rischio che gli episodi di maltrattamenti potessero continuare. Da questa mattina, però, l’uomo è in carcere. Per la donna, la fine di un incubo nonostante avesse continuato nella convivenza costellata, stando alle indagini, da violenze e soprusi ripetuti.

Lunedì Toksich comparirà davanti al gip Carlo Cazzella per l’interrogatorio di garanzia in cui potrà respingere tutte le accuse che gravano sul suo capo come un macigno alla presenza del proprio avvocato, il legale Benedetto Scippa.