LECCE – Prosegue I GIORNI DELLE ALBE, il progetto di tre giorni pensato da Koreja, che rappresenta un’occasione unica sul territorio di formazione, pedagogia e incontro, sotto il segno del teatro, della cultura e dell’arte con Marco Martinelli ed Ermanna Montanari.

Venerdì 15 febbraio alle ore 19.00, presso il Cineporto di Lecce – Cinelab sala “B.Bertolucci” (Ingresso libero) – Marco Martinelli ed Ermanna Montanari presentano il film, VITA AGLI ARRESTI DI AUNG SAN SUU KYI, un biopic che ripercorre, attraverso il racconto-evocazione di sei bambine, i venti anni agli arresti di Aung San Suu Kyi, leader della Lega nazionale per la democrazia in Birmania dalla fine degli anni ‘80, Premio Nobel per la pace nel 1991, e oggi alla guida di una Birmania libera. Un film d’arte, caratterizzato da un immaginario visivo originale e contemporaneo. Il racconto prende vita in un magazzino di costumi teatrali: lì una bambina si avventura, e da lì ci conduce in un Oriente gravido di cronaca politica intessuta a musiche e colori sgargianti. A una Aung San Suu Kyi interpretata con intensità da Ermanna Montanari, si alternano i ritratti burattineschi dei generali-dittatori, dei Nat-spiriti cattivi, dei giornalisti e inviati dell’Onu, dei comici ribelli perseguitati per la loro satira contro il regime. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con Apulia Film Commission – Università del Salento  corso di Laurea DAMS, Cineclub Universitario.

Al termine della proiezione Marco Martinelli ed Ermanna Montanari incontreranno il pubblico presente. Interviene Salvatore Tramacere, direttore Teatro Koreja di Lecce. Coordina Luca Bandirali, docente Teorie e Tecniche del Linguaggio Audiovisivo Università del Salento.

Un film di Marco Martinelli con Ermanna Montanari, Elio De Capitani, Sonia Bergamasco – Italia 2016

Figlia del generale Aung San (capo della fazione nazionalista del Partito Comunista della Birmania, di cui fu segretario dal 1939 al 1941) e di Khin Kyi, la vita di Aung San Suu Kyi è stata travagliata fino dai primi anni. Suo padre, uno dei principali esponenti politici birmani, dopo aver negoziato l’indipendenza della nazione dal Regno Unito nel 1947, fu infatti ucciso da alcuni avversari politici nello stesso anno, lasciando la bambina di appena due anni, oltre che la moglie e altri due figli, uno dei quali sarebbe morto in un incidente. Dopo la morte del marito, Khin Kyi, la madre di Aung San Suu Kyi, divenne una delle figure politiche di maggior rilievo in Birmania, tanto da diventare ambasciatrice in India nel 1960.

Aung San Suu Kyi fu sempre presente al fianco della madre, la seguì ovunque ed ebbe la possibilità di frequentare le migliori scuole indiane e successivamente inglesi, tanto che nel 1967, presso il St Hugh’s College di Oxford, conseguì la prestigiosa laurea in Filosofia, Scienze Politiche ed Economia.

Continuò poi i suoi studi a New York, dove lavorò per le Nazioni Unite e dove incontrò il suo futuro marito, Michael Aris, studioso di cultura tibetana, che sposò nel 1971 e col quale ebbe due figli, Alexander (nato nel 1972) e Kim (nato nel 1977).

Ritornò in Birmania nel 1988 per accudire la madre gravemente malata, e proprio in quegli anni il generale Saw Maung prese il potere e instaurò il regime militare. Fortemente influenzata dagli insegnamenti del Mahatma Gandhi e dai concetti buddisti Aung San Suu Kyi entrò in politica fondando la Lega Nazionale per la Democrazia, il 27 settembre 1988. Neanche un anno dopo le furono applicati gli arresti domiciliari, con la concessione che se avesse voluto abbandonare il paese, lo avrebbe potuto fare; Aung San Suu Kyi rifiutò la proposta del regime. Nel 1990 il regime militare decise di convocare elezioni generali. Queste risultarono in una schiacciante vittoria della Lega Nazionale per la Democrazia di Aung San Suu Kyi, che sarebbe quindi diventata Primo Ministro; tuttavia i militari rigettarono il voto e presero il potere con la forza, annullando il voto popolare. L’anno successivo Aung San Suu Kyi vinse il premio Nobel per la Pace e usò i soldi del premio per costituire un sistema sanitario e di istruzione a favore del popolo birmano.

Nel settembre 2017 è stata oggetto di critiche da parte di un altro premio Nobel per la pace, la pakistana Malala Yousafzalij, che, a proposito delle violenze perpetrate dall’esercito birmano contro la minoranza musulmana Rohingya.

Sabato 16 febbraio ore 20.45 i Cantieri Teatrali Koreja ospitano FEDELI D’AMORE Polittico in sette quadri per Dante Alighieri, lo spettacolo Premio UBU 2018 come “miglior attrice” ad Ermanna Montanari.

LE ALBE // Marco Martinelli e Ermanna Montanari hanno fondato il Teatro delle Albe nel 1983, insieme a Luigi Dadina e Marcella Nonni. Da sempre hanno condiviso la direzione artistica della compagnia e l’ideazione del lavoro scenico. Nel 1991 le Albe hanno dato vita a Ravenna Teatro, Stabile di innovazione. Con i loro 60 spettacoli hanno segnato la storia del teatro contemporaneo vincendo numerosi premi, nazionali e internazionali: Martinelli si è aggiudicato sette volte il premio Ubu, il premio Hystrio “alla regia” 1999, il Premio Mess di Sarajevo 2003 come “miglior regia”, il “premio alla carriera” assegnato nel 2009 dal Festival Journées Théatrales de Carthage; Montanari si è aggiudicata sette volte il premio Ubu, il premio Eleonora Duse 2013, il premio Mess di Sarajevo 2003 come “miglior attrice”, il premio “Lo straniero” 2006 “alla memoria di Carmelo Bene”. Sul percorso artistico di Martinelli è stato pubblicato il volume: Martinelli, a cura di Francesca Montanino, Editoria e Spettacolo, 2006. Principali drammaturgie di Martinelli pubblicate: Teatro impuro, Danilo Montanari Editore, 2006; Salmagundi (2004), Leben (2009), Rumore di acque (2010), presso Editoria e Spettacolo; Pantani, Luca Sossella Editore, 2014.

Sul percorso artistico di Montanari è stata pubblicata la biografia di Laura Mariani: Ermanna Montanari, fare-disfare-rifare nel Teatro delle Albe, Titivillus, 2012. Montanari ha pubblicato cd, dvd e libretti drammaturgici con Luca Sossella Editore (La mano, 2005; Rosvita, 2014) e con Ravenna Teatro (Ouverture Alcina, 2012).

Il progetto rientra in STRADE MAESTRE 2018-2019, la stagione teatrale organizzata da Koreja realizzata con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Unione Europea, Regione Puglia Assessorato Industria Turistica e Culturale, Piiil Cultura – FSC Fondo per la Coesione 2014-2020. Partner Provincia e Comune di Lecce. Con il contributo di Teatro Pubblico Pugliese e Adisu Puglia. Si ringrazia Candido Vini.

Info e costi spettacolo:

VITA AGLI ARRESTI DI AUNG SAN SUU KYI: Ingresso libero

Info e prenotazioni: Cantieri Teatrali Koreja

tel. 0832/242000 – www.teatrokoreja.it

Le promozioni NON sono cumulabili.